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Living Green&Healthy: Il Comfort Food

Se vi chiedessi qual’è il vostro “comfort food” preferito voi cosa mi rispondereste? Il mio in assoluto è il cioccolato, possibilmente molto amaro quasi da allappo: si il cioccolato mi fa stare bene.

Oggi parliamo proprio di Comfort Food, ovvero quei cibi consolatori che usiamo per sentirci meglio in determinate occasioni e situazioni della nostra quotidianità e della nostra vita; non sempre magari ne sentiamo la necessita, ma spesso bussa alla nostra porta la voglia di coccolarci con qualche cibo che ci ricorda una sensazione piacevole, o un momento particolarmente felice e così spesso entriamo in un circolo vizioso molto pericoloso. Ognuno di noi ha il proprio  comfort food, il cibo che il nostro cuore riconosce come sollievo, perché ci ricorda un’emozione lontana, perché riempie il nostro cuore di calore, perché ci fa sentire appagati e consolati. Il cibo come appagamento dell’appetito non solo fisico ma come piacere a compensazione di giornate difficili o estenuanti, ognuno ha le proprie ragioni, quello che sappiamo con la nostra parte logica è che non se ne dovrebbe abusare, a volte però difficile a farsi.

Ho chiesto supporto alla mia Naturopata, Enrica Villani, per la stesura di questo post come per i precedenti della rubrica Living Green&Healthy ( che potete leggere qui e qui ) per affrontare meglio questo tema che spesso viene preso sottogamba perché solitamente per comfort food si intendono proprio tutti quei cibi o preparazioni che ci fanno stare bene, cosa verissima ma è molto importante scegliere bene quali possono essere i veri cibi consolatori e non dannosi per noi e il nostro organismo.

“Ogni popolo ha un cibo che lo connota,  gli americani  potranno avere il milk-shake,  i cheese burgers, l’apple pie, il pollo fritto con le patatine, per gli inglesi potrebbe essere il fish and chips, e per noi italiani?  Noi possiamo spaziare quasi all’infinito tra dolce e salato tra Sud e Nord  dai primi ai dolci senza trascurare nulla dalla fetta di pane con olio e pomodoro alla crema al cioccolato famosa in tutto il mondo. La scelta è determinata, dal nostro metabolismo, dai nostri ricordi, dalla nostra storia personale.    

MA, in tutto questo c’è un MA di cui dobbiamo renderci profondamente conto. I cibi sono sempre più addizionati con aggiunte di zuccheri, (di cui assolutamente non ci accorgiamo) di sali, di grassi, di coloranti ed  esaltatori di sapidità, di sostanze che modificano il gusto originario e lo trasformano in un gusto innaturale  che ci crea assuefazione e dipendenza cosicché il corpo ne richiede sempre di più. Diventiamo succubi di alcuni alimenti, aggiungiamo il sale ancora prima di assaggiare un piatto, esageriamo con lo zucchero nel caffè, finiamo i pasti con un alcolico convinti che ci faccia digerire.

Come possiamo difenderci? Dobbiamo in primis riuscire a distinguere tra la fame fisica e quella compensatoria, riuscendo a fermare la nostra manina quando confonde l’impulso a mangiare con lo stimolo della fame. I cibi consolatori sono molto spesso i meno sani, quelli che ci creano più danni alla salute. Ecco che capire quali sono gli stati d’animo che ci muovono è già un buon passo sulla via del miglioramento. L’assunzione di cibo per colmare la fame nervosa riguarda diverse situazioni:

  • fame ansiosa
  • cibo che riempie il senso di vuoto magari per una delusione, una carenza affettiva o la noia
  • per sfogare la rabbia
  • per insoddisfazione, tristezza, abitudine
  • per superare un disagio

Ognuno ha le proprie motivazioni, e ogni situazione ha il proprio cibo d’elezione così ci sarà il cibo morbido che si scioglie come i cioccolatini, i gelati o i dolci alla crema; un cibo che si addenta e mastica vigorosamente; un cibo che ci deve saziare e riempire”.

LO ZUCCHERO: IL NEMICO DELLA SALUTE.

“Uno dei cibi peggiori è lo zucchero. Lo zucchero è una sostanza che crea dipendenza, è come una droga, attiva gli stessi circuiti neuronali. Lo zucchero viene aggiunto a man bassa dalle aziende alimentari e non solo nella bibite dove ha raggiunto livelli scandalosi. Il suo basso prezzo ne fa un ingrediente perfetto. Sperimentando una dieta priva di zucchero  molto spesso si ha una crisi di astinenza, il corpo reclama la sua dose quotidiana. Quando lo  si assume produce piacere,  gli studi fatti sui topolini dimostrano che dopo una somministrazione di soluzione zuccherata che viene successivamente ritirata, gli animaletti hanno zampe tremanti, riduzione di mobilità ecc.

Se riduciamo il consumo di zucchero, diminuisce l’accumulo di grasso nel corpo costringendo il nostro corpo ad attingere ad altre fonti  energetiche come il grasso; migliora  l’attenzione, la memoria, la capacità di reazione, diminuisce la nostra velocità d’invecchiamento, si abbassano i livelli di insulina,  si abbassano i trigliceridi, e molti altri effetti positivi non meno importanti come fattori di rischio.

Il consiglio è quello che produce risultati magari lenti ma duraturi nel tempo: utilizziamo un’alimentazione corretta,  molto molto ricca di vegetali stagionali che contengono vitamine, antiossidanti, minerali che ci difendono contro le tossine. Una bella tisana calda e corroborante e un buon bagno caldo e profumato  possono essere antidoti finora sottovalutati. Molto utile la respirazione profonda, l’ascolto di una musica piacevole e distensiva. Fare spazio a nuove situazioni, domandiamoci cosa ci piacerebbe fare e non abbiamo mai avuto la forza di iniziare”.  Cambiamo prospettiva

Ora vi starete chiedendo come fare a rinunciare alla vostra dose “normale” di zucchero, vi posso garantire che non è così difficile come possa sembrare, anzi è davvero molto semplice! Io personalmente nel corso degli anni ho diminuito notevolmente il consumo di zucchero, tanto da non avere in casa nemmeno un pacchetto di zucchero di alcun tipo, e infatti quando abbiamo amici ospiti sono in difficoltà perchè al momento di portare in tavola magari un semplice caffè mi ricordo che non ho la zuccheriera piena e i miei amici sono “costretti” a bere il loro caffè al naturale. Ho iniziato sostituendo nelle mie tisane o thè o caffè lo zucchero con il miele, riducendo mano a mano la dose e arrivando a consumare le mie bevande al naturale senza la necessità di dolcificarle; ora se bevo un caffè con un cucchiaino di zucchero ho la nausea, così vale anche per tutte le bibite gassate che sono un concentrato di zucchero pazzesco, nemmeno quelle che in etichetta vengono definite “zero” riesco a bere, le sento ancora dolcissime e fastidiosamente stucchevoli.

E per i dolci? Nessun problema, anche per i dolci esistono delle valide alternative allo zucchero: miele ( che però è preferibile consumare senza scaldarlo), malto ( riso, orzo, mais a seconda del dolce che si vuole preparare), sciroppo di agave o acero, zucchero di cocco, datteri e frutta secca in generale.

Per dimostrarvi quanto sia facile non rinunciare ad una coccola o ad un biscotto per la colazione che sia senza zucchero raffinato o di canna, ma possa sfruttare lo zucchero naturalmente contenuto nella frutta oggi condivido con voi la ricetta di questi strepitosi cookies vegan in due versioni, con datteri e cacao amaro, e con albicocche e cannella!

Cookies Vegan

  • 180 g datteri denocciolati
  • 2 tbsp semi di chia
  • 180 g mandorle grezze
  • 3 tbsp olio di cocco bio
  • 1 tbsp burro di mandorle
  • 2 tbsp di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • -o-o-o-o-
  • 180 g albicocche secche
  • 2 tbsp semi di chia
  • 180 g mandorle grezze
  • 3 tbsp olio di cocco bio
  • 1 tbsp burro di mandorle
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale

Inserite nel mixer i datteri denocciolati, le mandorle, e il cacao e azionate fino a ottenere un composto omogeneo, aggiungete gli altri ingredienti e azionate nuovamente.

Prelevate l'impasto e con l'aiuto di un porzionatore da gelato di piccole dimensioni prelevate una noce di composto e disponete su una placca da forno.

Accendete il forno a 180°

Appiattite le palline di impasto con il palmo della mano; cuocete in forno caldo per 20 minuti, estraete dal forno e fate raffreddare molto bene i cookies.

Si conservano per 5-8 giorni in una scatola di latta ben chiusa.

Come potete vedere il procedimento è davvero velocissimo e la cottura super facile, ovviamente non contenendo burro e uova questi cookies vegan risulteranno meno friabili dei frollini tradizionali, ma posso garantirvi che sono davvero meravigliosi e super healthy, perfetti per una colazione nutriente e proteica, anche in vista di uno sforzo fisico importante; la versione con albicocche e cannella è piaciuta tantissimo anche al mio bimbo.

Se avete fretta e non avete voglia di accendere il forno, con questo impasto potete formare anche delle semplici palline come fossero dei tartufini e consumare questi cookies in versione raw ovvero senza cottura, passando le palline al cacao magari nel cocco essiccato oppure ancora nel cacao amaro per renderli più simili ai tradizionali tartufi, e quelle alle albicocche nella cannella o sempre nel cocco!

Ringrazio anche questa settimana la mia Naturopata, Enrica Villani ( per qualsiasi informazione potete scrivere a me: thegreenpantry2016(@)gmail.com e sarò lieta di mettervi in contatto con lei. ) per la sua disponibilità e professionalità e vi diamo nuovamente appuntamento con la nostra rubrica Living Green&Healthy mercoledì prossimo con un nuovo argomento legato sempre all’alimentazione e salute

Hai deciso di preparare una delle mie ricette!? Fotografala e postala su instagram con l’ #easyandveggie e #thegreenpantry e taggami @gaia_thegreenpantry così posso trovare il tuo scatto e venire a ringraziarti e ricondividere sul mio profilo social!

Enjoy the green side of life!

NB le informazioni riportate hanno carattere di Consiglio e non di Prescrizione Medica.

 

 



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