Quando il beauty si fa bio: Double B tailored beauty

Dopo aver letto il libro di Lucia – La Balena Volante – e aver iniziato ad approfondire proprio grazie alle chiacchierate con lei cosa voglia dire essere vegani al 100%, ho voluto indagare meglio anche ciò che riguarda il mondo della cosmesi e del beauty tanto da essermi ripromessa di cambiare anche le mie abitudini proprio per l’acquisto di prodotti come creme viso, mani, bagnoschiuma e shampoo sia per venire incontro alle reali esigenze della mia pelle di trentacinquenne, sia per adottare uno stile di vita più sostenibile anche in questo settore che fino a pochi mesi fa non mi aveva ancora toccata troppo da vicino.

Un altro fattore che indubbiamente ha rappresentato uno stimolo a cercare di capire qualche cosa in più in ambito beauty/cosmesi è stato diventare mamma, si perchè quando hai un neonato ti regalano sempre almeno due set interi di creme e cremine varie per il cambio pannolino, crema per il viso, crema corpo per il dopo bagnetto, crema per qualsiasi momento della giornata, quando nella realtà dei fatti almeno il 90% di questi prodotti per neonati è decisamente superfluo; pensate solo che la crema per il cambio del pannolino io non l’ho mai acquistata perchè avevo iniziato a farmela da sola andando a comprare in farmacia solo ed esclusivamente l’ossido di zinco in polvere e mescolandolo con acqua e olio di mandorle. Ovviamente la farmacista alla mia richiesta, dopo avermi tempestata di domane, ha subito provato a vendermi una delle creme per neonati che avevano a scaffale, ma ci sta faceva parte del suo lavoro! Questo per dire che troppo spesso siamo condizionati in maniera eccessiva da tutta la pubblicità che ci viene propinata e che ci invita a credere che abbiamo bisogno di quattordici tipi di creme diverse, mille versioni di maschere di bellezza, ottocento tipi di balsami e maschere per capelli e nella realtà dei fatti andiamo solo a spalmarci di sostanze che non sono così naturali e benefiche per noi. Queste mie riflessioni per quanto riguarda il mondo del beauty mi hanno fatta avvicinare prima ai prodotti di natura biologica, anche se per alcuni ho continuato a nutrire diversi dubbi perchè non ero in grado di capire davvero come leggere e interpretare le etichette, ovvero il famoso INCI, che riportavano una lunghissima lista di ingredienti di cui io non sapevo assolutamente nulla; così ho capito che avrei avuto bisogno di qualcuno che fosse esperto in questo settore per poter imparare a districarmi nel magico mondo del beauty e della cosmesi: il grande universo di instagram mi ha condotta fino a scovare il profilo di Sara Abbate che da qualche anno ha fatto del beauty la sua professione e diventando un vero e proprio brand – “Double B Tailored Beauty” – di prodotti hand made, naturali, bio e cruelty free. Ho chiesto a Sara se avesse avuto il piacere di intraprendere con me qui su The Green Pantry un piccolo percorso nei prossimi mesi per aiutarmi e aiutare chi come me ha le mie stesse curiosità e dubbi, a capire meglio il mondo del beauty proprio nell’ottica di prendere una maggiore consapevolezza di quello che quotidianamente andiamo a utilizzare sulla nostra pelle e che inevitabilmente quest’ultima assorbe, sono molto molto felice di presentarvi Sara e il suo bellissimo lavoro.

TGP: Ciao Sara, raccontaci come nasce il progetto Double B e cosa significa “Tailored Beauty”.
DB: Double B è nata ufficialmente nel 2015, ma in realtà ho iniziato ad accarezzare l’idea di fondarla qualche anno prima.
In un pomeriggio della mia vita precedente – facevo l’ufficio stampa a Mediaset – per gioco ho googlato tutti gli ingredienti della mia crema viso, marca di farmacia, prescritta dal dermatologo. Un orrore, era piena di paraffina e prodotti chimici. Così, sempre grazie a Google, ho scoperto il mondo dell’autoproduzione di cosmetici. Ho fatto un primo ordine di ingredienti base e mi sono buttata. La mia prima crema è stata una per le mani, formulata per mio padre che fa mille lavoretti e ha sempre le dita spaccate. Poi mia madre mi ha chiesto una crema per il viso, poi un’amica, poi un’altra…
 In breve, ho capito che c’era un mercato ed ho deciso di trasformare questo hobby in un’attività “vera”:  ho fatto un business plan con l’analisi dell’idea imprenditoriale e quella del mercato della cosmesi ecobio a livello europeo. Poi ho cercato un laboratorio cosmetico con tutti i crismi che potesse produrre le mie formule senza chiedere dei minimi d’ordine esagerati. Il laboratorio l’ho scelto dopo un’attenta selezione: in Italia esistono moltissime aziende che producono cosmetici conto terzi e ho parlato con la maggior parte di loro. Alcune sono più che affidabili, ma mi chiedevano dei quantitativi minimi d’ordine troppo alti e fuori dalla mia portata; altre mi sono sembrate più interessate ad acquisire un cliente nuovo che a realizzare cosmetici green. Il laboratorio che ho scelto è piccolo, ma con una filiera produttiva di altissima qualità e mi trovo molto bene a lavorare con loro.
 Tailored Beauty per me vuol dire cosmetici 100% naturali, vegan e cruelty free – ma cruelty free per davvero – e soprattutto personalizzabili in base alle proprie esigenze. Io creo una buona base – ad esempio la crema viso – e tu puoi scegliere come adattarla alle sue esigenze. Puoi scegliere il profumo, puoi farla più ricca con un olio pregiato o più leggera con il gel d’aloe…insomma, su misura!
TGP: Ci aiuti a fare chiarezza sulla differenza tra cosmesi bio, vegan e naturale? 
DB: Ah, quanti termini usati in maniera impropria nel mondo beauty! A grandi linee possiamo dire così: un cosmetico “bio” contiene ingredienti derivati dall’agricoltura biologica, ma non è detto che li contenga in via esclusiva! Un prodotto “vegan” non contiene ingredienti di origine animale, ma anche questo non è da solo sinonimo di buona qualità: potrebbe essere pieno di derivati del petrolio. Un prodotto “naturale” contiene ingredienti che possono essere presi sia dal mondo vegetale che da quello animale, e qui entriamo nello splatter: pelle di pecora, placenta, olio di fegato di squalo, bava di lumaca, veleno di vespa, “cellulite” di emù…tutta roba naturale, ma che non vorrei avere in faccia!
In breve: l’unico modo per sapere davvero cosa ti stai spalmando addosso è leggere l’INCI!
TGP: Parliamo del famoso INCI, cos’è e come si legge, e soprattutto perchè è così importante saperlo leggere bene nel dettaglio?
DB: L’ INCI è l’elenco degli ingredienti che compongono un cosmetico, messi in ordine di grandezza: da quello presente in percentuale maggiore a quello presente in quantità infinitesimali. È importante saperlo leggere perché la maggior parte degli ingredienti usati nella cosmesi tradizionale possono:
  • Sporcare la pelle, causando imperfezioni e brufoletti
  • Aggredirne il naturale strato di protezione, portando una pelle secca a diventare sempre più secca e una pelle grassa a produrre sempre più sebo
  • Penetrare all’interno del nostro corpo, con effetti sulla nostra salute non ancora ben studiati dagli scienziati.

In breve: la pelle assorbe e se ci spalmi sopra schifezze, assorbirà schifezze!

TGP: Quando abbiamo chiacchierato io ti ho chiesto se fosse vero che la pelle cambia in base alla nostra età e che di conseguenza possa aver bisogno di diversi tipi di prodotti per proteggerla e mantenerla “giovane e tonica”, sfatiamo questo mito?
DB:Per rispondere a questa domanda devo raccontarti delle fibre di collagene ed elastina, presenti all’interno del derma. Sono le fondamenta della nostra pelle, sono loro che danno tono, turgore ed elasticità all’epidermide. Con l’età – come tutto nel nostro organismo – si deteriorano, ma questo non significa che la nostra pelle “cambi”. Così come il cuore continuerà a pompare sangue fino alla fine, allo stesso modo la pelle continuerà a fare il suo lavoro. Magari in maniera meno efficiente, ma senza cambiamenti sostanziali. Questo vuol dire che, esattamente come tutto il resto del nostro corpo, anche la pelle avrà sempre bisogno delle stesse cose: pulizia delicata ma accurata, idratazione e nutrimento.
TGP: Quali sono gli strumenti che abbiamo per capire il nostro tipo di pelle (mista, grassa, secca etc) e di conseguenza quali possono essere i prodotti idonei ai vari tipi di pelle/capelli?!
DB: Ho imparato che non esistono pelli brutte, solo pelli incomprese. Dobbiamo ricordare che la pelle è un organo – il più grande del nostro corpo – e che, mentre noi vorremmo solo averla bellissima e perfetta, lei è progettata per assolvere funzioni più importanti e complicate: proteggerci dalle aggressioni esterne, regolare la temperatura interna, farci sopravvivere… La pelle è anche lo specchio di quello che succede all’interno: 9 volte su 10 un’imperfezione esterna è il segnale che qualcosa non va dentro.
Imparare a capire quello che la pelle ci sta dicendo non è difficile: come la sento? Ho la sensazione che tiri da qualche parte? È arrossata/screpolata/unta? Spessissimo, vuole solo essere lasciata in pace e va in overload da troppe sollecitazioni cosmetiche. Un detergente delicato per lavarla, un prodotto struccante che rimuova tutte le impurità, una buona crema idratante e una protezione solare da usare tutto l’anno: questi sono i prodotti che servono davvero.
Ringrazio tantissimo Sara per aver già risposto a molte delle domande che frullavano da tempo nella mia testa e che non sapevo davvero a chi rivolgere, vi invito a seguire i suoi profili social: la pagina FB e Instagram e soprattutto vi invito a iscrivermi alla sua newsletter sempre ricca di spunti interessanti!
Enjoy the green side of life!

 



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