Babywearing: la mia esperienza di mamma canguro.

E’ arrivato il momento di parlarvi della mia esperienza di mamma canguro, ovvero di come e quanto io abbia portato e stia ancora portando il mio bambino con i diversi supporti ergonomici, a partire dalla fascia elastica.

Ero ancora incinta quando ho iniziato ad informarmi in merito al magico mondo del Baby Wearing grazie alle chiacchiere con una mia amica che era già molto più informata di me sull’argomento! Mi è piaciuta da subito l’idea di poter utilizzare dei supporti come una fascia per avere il mio futuro bimbo ancora a stretto contatto come se fosse stato ancora nel pancione; ho letto molto in merito ai benefici del “portare in fascia” e avevo partecipato ad un paio di incontri informativi quando ero entrata nell’ultimo trimestre di gravidanza. A essere onesta fino a che non sono rimasta incinta non avevo mai saputo nemmeno cosa potesse essere una fascia, né ovviamente avrei mai immaginato che potessero esistere così tante versioni di uno stesso supporto atto a portare il bimbo addosso, e ovviamente mai mi sarei immaginata di provare a replicare le diverse legature che fossero “cuore a cuore”, sul fianco o a “zainetto” sulla schiena.

baby wearing

Quando è nato Tommy era febbraio e faceva molto freddo, ma dopo tre giorni che eravamo sigillati in casa dal rientro dall’ospedale, una mattina mi sono svegliata e la giornata era davvero stupenda: c’era un bellissimo sole tiepido, non faceva più quel freddo pungente dei giorni precedenti e dalla piazza del nostro piccolo paesino sentivo il vociare proveniente dai banchi del mercato, così ho capito che quella era la giornata giusta per mettere in pratica tutto quello che avevo imparato teoricamente nei mesi precedenti in merito all’utilizzo pratico della fascia e del portare! Quella mattina ho preso in braccio il mio Tommy di soli 3 giorni, l’ho allattato, cambiato e poi vestito, io ho fatto la prelegatura “triplo sostegno” con la mia fascia elastica e poi ho infilato Tommy che tutto tranquillo e beato non ha fatto una piega quando cercavo di posizionarlo nel modo corretto, siamo usciti e abbiamo fatto la nostra prima passeggiata così. E’ stata una delle emozioni più belle che io abbia mai provato in tutta la mia vita: da quel preciso momento ho capito quanto potenziale avrebbe avuto per me il “portare in fascia” e infatti sono passati due anni e mezzo (quasi) e ancora uso molto di più il marsupio che il passeggino per andare in giro con Tommy!

Dopo un mesetto in cui avevo affinato la mia velocità nel mettere e togliere la fascia e inserire e scaricare Tommy senza che quasi lui se ne accorgesse, ho seguito la mia prima consulenza con una professionista, che è stata davvero utile e che io consiglio a tutte coloro che ancora mi chiedono consigli sulla scelta o uso delle diverse fasce o altri supporti: amiche fatevi il regalo più utile che possiate mai avere, regalatevi una consulenza con una professionista e tempestatela di tutte le domande e dubbi che avete in testa!

baby wearing la mia esperienza

Dopo la fascia elastica sono passata alla fascia rigida, io ho scelto una fascia davvero low cost, ho scelto una Amazonas in taglia 5 (nella prima foto qui sopra) che ho comprato per una cifra davvero super accessibile e l’ho usata tantissimo, fino oltre il primo anno di Tommy; quando l’ho acquistata era primavera inoltrata e avevo bisogno di una fascia davvero leggera da poter usare durante tutta l’estate senza che ci facesse da coperta e infatti per noi è stata davvero una ottima scelta, sono molto affezionata a quella fascia mi è piaciuta tantissimo la fantasia sui toni del blu e la leggerezza del tessuto, il mio bimbo era anche molto minuto per cui veniva sorretto alla perfezione da quella fascia rigida.

Verso l’autunno, quindi intorno ai primi 7-8 mesi di Tommy ho comprato una fascia con anelli, ovvero una Ring Sling della Fidella in cotone: altra fantasia che io amo alla follia, le mie adorate stelle, e altra fascia rigida davvero morbida e pratica (nella seconda foto qui sopra)! Ho usato meno la ring rispetto all’altra ma era molto utile quando dovevo salire e scendere dalla macchina magari con borse o ombrello in mano e Tommy da caricare in braccio! La mia ring è stata di salvezza quando avevo necessità di coccolare Tommy per farlo addormentare o quando non stava bene a causa dei dentini e quindi chiedeva costantemente la mia presenza: avendolo appollaiato nella ring sul mio fianco io potevo continuare nelle mie faccende e lui era sereno perchè a stretto contatto con me; quante splendide nanne che ha fatto portato in quel modo! Riuscivo anche ad allattarlo senza che cambiassimo posizione e vi garantisco che è stata davvero una salvezza.

Ultimo acquisto in fatto di fasce è stata una Dydymos Mystic Petrol in taglia 4 che avevo acquistato da un’altra mamma portatrice conosciuta in un gruppo su facebook, ma che ho usato pochissimo perché da usare per portare sulla schiena ho sempre preferito il marsupio ergonomico. Questa in brevissimo è la mia storia di mamma portatrice: ho sempre usato molto più questo tipo di supporti al posto del passeggino, c’erano settimane intere in cui il passeggino restava a prendere polvere nel garage e invece le fasce mi venivano in grande soccorso, o semplicemente avevo preso così tanto l’abitudine a utilizzare questi supporti al posto del passeggino che mi dimenticavo che ne avessimo uno.

baby wearing la mia esperienza

(Foto 1: la ring Fidella; Foto 2-3: il nostro marsupio ergonomico)

Mi manca tantissimo portare Tommy cuore a cuore, ma adesso che ha quasi due anni e mezzo è lui che arriva e mi sale sulla schiena per farmi capire che vuole essere caricato nel suo marsupio, oppure lo prende e me lo porta quando gli dico che dobbiamo uscire perché gli piace da impazzire osservare il mondo dalle spalle della mamma! Gli ho insegnato a salire da solo così che io fossi più comoda visto anche il suo peso (sempre piumetta, ma da caricare e spostare diventa più impegnativo), per lui fa parte del gioco e quando lo sento bello saldo allora infilo gli spallacci, allaccio i ganci di sicurezza e andiamo per la nostra meta, ridendo e cantando, spesso lui ancora si appisola quando cammino cullato dal movimento e sentire il suo respiro che si fa sempre più regolare è davvero meraviglioso.

Dopo avervi riassunto davvero in pochissime parole, avrei moltissimo altro da raccontare e magari lo farò in un secondo post, ho chiesto ad Ilaria, la mia consulente del portare e titolare del sito Ecoalternativa di rispondere a qualche domanda per cercare di fare più chiarezza possibile sul baby wearing e questa meravigliosa esperienza che entra davvero nel cuore di tantissime mamme e famiglie, ma che spesso viene ancora guardata con sospetto da chi pensa che sia solo un modo per rendere mammoni i bambini.

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1. Ciao Ilaria, parliamo subito dei benefici del portare? Perchè è consigliabile intraprendere un percorso con i vari e diversi supporti ergonomici?

Ciao Gaia, tutti i genitori, dalla notte dei tempi, portano i loro cuccioli in braccio, per rispondere ad un bisogno primario di contatto del bambino. Il neonato arriva infatti da un’esperienza di contatto continuo nel pancione della mamma: quello è il suo ambiente familiare prima della nascita, un ambiente contenuto, fasciante, sicuro; un ambiente stimolante che aiuta il suo sviluppo intrauterino e che gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno per crescere. Dopo il parto, l’ambiente in cui si trova il bimbo è completamente diverso ma i suoi bisogni non cambiano: il corpo del genitore rimane il luogo che lo fa sentire al sicuro, il movimento del genitore accompagna e stimola anche il suo sviluppo extrauterino, la vicinanza ed il contenimento garantiscono un percorso fluido e graduale per mamma e bimbo.

I supporti portabebè ergonomici sono strumenti che aiutano i genitori a prendersi carico dei bisogni del bambino; se utilizzati bene, sono comodi e confortevoli perché scaricano il peso del bambino in maniera corretta e con le mani libere è possibile fare tantissime cose insieme al nuovo arrivato. Anche questo aspetto che riguarda il benessere dei genitori è molto importante perché permette di trovare più velocemente un nuovo equilibrio familiare e di sentirsi maggiormente competenti e connessi al proprio bambino.

2. Una delle domande che sicuramente ti sentirai porre più spesso dalle neo mamme e neo papà sarà: ma che fascia devo scegliere per portare il mio bambino? Ci aiuti a capire meglio quali supporti esistono e quali sono le differenze fondamentali che possono aiutare i neo genitori a compiere una scelta consapevole e mirata ai loro bisogni?

Esistono molti tipi di supporti, con altrettante variabili legate ai diversi tessuti, misure, materiali o prezzi: questo fatto può giustamente creare nei genitori una sensazione di confusione e portare ad acquisti errati o ad utilizzi non ottimali. In linea generale, con bimbi piccini le fasce porta bebè rigide o elastiche sono quelle che meglio si possono adattare al singolo bambino senza forzare posture non corrette e dando il giusto contenimento.

  1. Le fasce elastiche sono fasce in maglina di cotone, molto avvolgenti e morbide, perfette con i neonati e per i primi mesi, ma al crescere del bambino è necessario passare ad un altro supporto che riesca a sostenere pesi maggiori.
  2. La fascia cosiddetta rigida è una fascia tessuta a telaio con un’armatura diagonale che la rende avvolgente e sostenitiva al tempo stesso: è il supporto più versatile e può andar bene per tutto il percorso, perché permette di sperimentare legature cuore a cuore, sul fianco e infine sulla schiena, in base alle diverse esigenze e alle fasi di crescita del bambino.
  3. Con bimbi più grandicelli e tonici invece il ventaglio di possibilità si amplia e la scelta è spesso dettata da una preferenza di utilizzo dei genitori: c’è chi cerca l’immediatezza di un marsupio, chi l’ avvolgenza di un mei-tai, chi la praticità di una fascia ad anelli e chi non sostituirebbe per niente al mondo la sua fascia rigida.

Non esiste quindi un supporto migliore in assoluto. Gli incontri informativi che tengo in zona Lecco e il servizio clienti del negozio possono aiutare ad individuare il tipo di supporto che meglio risponde alle caratteristiche del singolo bimbo e alle esigenze di quella famiglia, mentre la consulenza con me o con una collega con specifica formazione permette di avere una valutazione su misura, provare diversi supporti ed acquisire le competenze per utilizzare in maniera corretta il supporto scelto (per i genitori che acquistano i supporti su Ecoalternativa ma abitano distanti, possiamo fornire i recapiti di colleghe consulenti della loro zona 😊 ).

Una cosa che è importante aggiungere riguarda la qualità: i supporti validi sono realizzati con tessuti che hanno particolari caratteristiche, in primis le certificazioni dei materiali che vanno a contatto con il bambino e vengono molte volte “ciucciati” con gusto, e nel caso dei marsupi, delle fibbie e delle parti in plastica.

3. In giro spesso capita di vedere mamme o papà che hanno comprato o a cui hanno regalato i marsupi per portare i bimbi fronte mondo e con le gambe penzoloni: Ilaria ci racconti perchè questi supporti NON sono ergonomici e quali danni possono creare al bimbo?

Vorrei parlare di posizione non corretta più che di singoli supporti perché purtroppo anche i supporti che chiamiamo ergonomici possono essere usati male.

Con bimbi molto piccoli una caratteristica frequente può essere una lieve immaturità dell’anca; in alcuni casi avviene una diagnosi di displasia. Un corretto posizionamento del bambino piccolo nel supportonel babywearing parliamo di posizione a M- ( leggi anche questo articoloha carattere preventivo e supporta il corretto sviluppo delle anche.

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Per garantire il corretto posizionamento a M, il supporto che viene scelto deve sostenere correttamente da cavo popliteo a cavo popliteo: questo elemento è molto importante nei bimbi piccoli perché i primi sei mesi sono il periodo più impattante a livello di sviluppo dell’articolazione.

Da evitare quindi legature con fascia o regolazioni dei supporti che non avvolgano correttamente il bambino: il classico esempio sono i supporti con una sorta di mutandina con cavallo molto stretto, che lascia le gambine penzolanti e scarica il peso sulla zona genitale del bambino: leggendo questo articolo, sempre dell’istituto internazionale della displasia dell’anca, trovate degli esempi di posizioni scorrette e corrette in diversi supporti  Il posizionamento del bambino con gambine penzolanti rischia di ostacolare il corretto sviluppo o creare micro lussazioni perché non permette la corretta sistemazione della testa del femore all’ interno dell’acetabolo.

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Per un approfondimento vi consiglio di leggere l’articolo della collega consulente Virna Benzoni.

4. Affrontiamo adesso un argomento più delicato: spesso le mamme che portano in fascia sono additate come “troppo chiocce” e che rischiano di far diventare i propri figli “troppo mammoni e attaccati”, sappiamo molto bene che l’alto contatto veicolato anche dal portare in fascia sia molto importante per la giusta crescita dei più piccoli: cosa ne pensi? hai qualche esperienza che ci vuoi raccontare in merito?

I cuccioli di uomo non nascono autonomi: lo sviluppo che porta all’ autonomia continua per un lungo periodo anche dopo la nascita. In una prima fase, il bambino dipende completamente dalla persona che si prende cura di lui e soddisfa i suoi bisogni. Come dicevamo prima, il bisogno di contatto, di stimolazione, di cura prossimale sono bisogni reali del bambino e sono espressione di ciò che al bambino serve per un corretto sviluppo fisico, cognitivo e relazionale. L’autonomia arriva più avanti ed è fatta di piccole conquiste, arriva dopo che si è costruita una base sicura, un nucleo stabile di fiducia e interazione, che permette al bambino di crescere ed esplorare il mondo con serenità e con la tranquillità di chi sa di poter avere sempre qualcuno al suo fianco se ne avrà bisogno.

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5. Pensi che a oggi la comunicazione che riguarda il mondo del babywearing sia sufficiente oppure ti sei accorta che ancora sono molto poche le mamme che scelgono consapevolmente un percorso simile? E perchè è consigliabile affidarsi ad una consulente del portare soprattutto all’inizio del percorso, piuttosto che guardare dei video tutorial in rete e far da sé per le legature?

Rispetto ad otto anni fa, quando io cercavo una fascia per Maia, è innegabile che sia più semplice reperire informazioni: sul web ma anche durante i corsi pre parto ed in alcuni negozi. La difficoltà dei genitori spesso è scremare tra le tante informazioni che arrivano, non sempre corrette e quasi mai oggettive: negli ultimi tempi mi sono capitati genitori che hanno iniziato a informarsi durante la gravidanza e ai sei mesi del bimbo non avevano ancora acquistato un supporto “per paura di sbagliare”, ed è un vero peccato, perché i primi mesi sono generalmente il momento in cui davvero il supporto porta bebè viene in aiuto in tante situazioni e se ne fa un utilizzo molto intenso. Il mio consiglio se possibile è quello di partecipare ad un incontro informativo con una consulente durante la gravidanza perché permette ai genitori di iniziare a familiarizzare con dei supporti che non conoscono, possono fare domande, nascono momenti di confronto e riflessioni: non si lavora sulle tecniche e sull’ utilizzo dei supporti, ma ci si concentra sulle regole base del portare corretto e in sicurezza, sulle caratteristiche dei supporti e sui bisogni dei bimbi.

Per quanto riguarda la tecnica di legatura e utilizzo dei supporti invece, è possibile partecipare a consulenze private o di gruppo. Il valore aggiunto della consulenza è la possibilità di lavorare fianco a fianco con una persona formata, che presenta e motiva la tecnica di legatura e accompagna i genitori nell’acquisizione delle competenze pratiche di utilizzo corretto del supporto.

I video tutorial e i libretti di istruzione, se realizzati con competenza e aggiornati, possono essere d’aiuto soprattutto a quei genitori che abitano in zone isolate, dove non è facile raggiungere una consulente, ma non sono equiparabili ad una consulenza in cui l’interazione tra genitori e operatore permette di andare a lavorare in maniera mirata e personalizzata.

Potete contattare Ilaria tramite la pagina facebook di Ecoalternativa, quella inerente alle sue consulenze Legature&Legami o via instagram nella sua pagina ecoalternativa.

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Ringrazio ancora Ilaria per la sua disponibilità e la sua piccola consulenza online, davvero preziosa!

Enjoy the green side of life!

 



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