Attività domestiche per bambini: come coinvolgerli sin da piccoli ad aiutare in casa.

Riprendo a scrivere qui nel blog trattando di un argomento che a me sta davvero molto a cuore, ovvero l’indipendenza dei nostri bambini.

Prima di diventare mamma non mi sono mai posta il problema di sapere cosa far fare ad un bambino piccolo e in che momento della sua evoluzione, né tanto meno di capire che fosse più corretto nei confronti dei bambini aiutarli a far da soli piuttosto che sostituirci a loro nel corso delle attività che stanno svolgendo solo perché pensiamo che da soli non siano (ancora) in grado di farle (correttamente).

attività domestiche da fare con i bambini

Ho utilizzato tra parentesi i termini “ancora” e “correttamente” perché mi sono accorta che molto spesso noi adulti abbiamo la tendenza a pensare che i bimbi debbano imparare a “fare”, ma non ci domandiamo cosa siano in grado di fare davvero in base all’ età che hanno e al loro sviluppo cognitivo: quando li vediamo intenti in qualche attività siamo spesso tentati di interromperli per “aiutarli” laddove a nostro avviso stiano sbagliando o pensiamo non sappiano portare a termine quell’ azione.

Il “correttamente” vuole indicare quel momento in cui, sempre noi adulti, ci accorgiamo che i bimbi stanno commettendo degli errori e quindi interveniamo per dimostrare loro come compiere nel modo giusto quell’azione.
Ma il giusto per noi deriva da una conoscenza assodata, per i bimbi invece è una conoscenza in itinere, ovvero che non hanno ancora sviluppato.

I nostri interventi in entrambi i casi non permettono ai bambini di sperimentare, provare, sbagliare in prima persona e capire dove sta l’errore per poi auto correggersi e compiere le diverse azioni in modo corretto.
Se noi continuiamo a inserirci in ogni loro sperimentazione, li abitueremo a non essere mai del tutto indipendenti e soprattutto a non sbagliare e auto correggersi.

METODO MONTESSORI: “AIUTAMI A FAR DA SOLO”

La Montessori diceva: 

“Il primo istinto del bambino è di agire da solo senza l’aiuto altrui, ed il suo primo atto cosciente di indipendenza è di difendersi da coloro che cercano di aiutarlo.”

E ancora

“Aiutami a fare da solo” richiama gli educatori a non interferire con impazienza nello sviluppo dei bambini, a non sovrapporre la nostra domanda al loro personale percorso maturativo ma a fornire ai bambini gli aiuti opportuni, nei tempi opportuni, come risposta ai continui e differenti bisogni: i bambini imparano da soli. Un impulso vitale naturale spinge infatti il bambino ad agire per conoscere ed apprendere attraverso la personale esperienza.” (cit dal sito della scuola Montessori di Como)

 

metodo montessori: attività domestiche per bambini

Quando ero incinta mi sono avvicinata al metodo Montessori, per curiosità personale perché ne avevo sempre sentito parlare ma non mi ero mai soffermata a capire di cosa trattasse davvero; sono cresciuta con mio nonno che tutto fiero diceva sempre che in casa sua vigeva il metodo Montessori, ovvero io potevo fare quello che volevo. Questo è il primo enorme errore in cui cadono molte delle persone disinformate, che pensano che il metodo Montessori consista nel lasciare i bambini allo stato brado, liberi di fare tutto quello che vogliono, quando voglio e come vogliono.

Leggendo moltissimi dei libri di Maria Montessori, ho avuto la mia prima illuminazione e ho capito che la maggior parte di quello che avevo ritenuto essere giustissimo fino a quel momento non era poi così giusto. Ho rieducato il mio pensiero cercando di far miei alcuni dei principi di Maria Montessori, proprio per imparare ad avere un approccio più naturale nei confronti del bimbo che portavo in grembo.

Sin da quando è nato ho imparato ad osservarlo, a capire i suoi gesti e a soddisfare i suoi bisogni ma senza sostituirmi alla sua voglia di esplorare e conoscere; quando Tommy ha iniziato a camminare e a voler sperimentare in prima persona molte attività che fino a quel momento non erano (ancora) alla sua portata ho lasciato che provasse, ovviamente sentendomi dire che “gli lasci fare quello che vuole“! Perché il giudizio altrui (non richiesto) è sempre gratis! Grazie.

Vi faccio un breve esempio: durante lo svezzamento Tommy sedeva nel suo seggiolone direttamente al tavolo con noi, non ho mai usato il vassoio in dotazione sia perchè era troppo ingombrante, sia perché ho pensato che fosse meglio per tutti se si abituava da subito a stare a tavola con noi e poter interagire con ciò che c’era sul tavolo e con la sua mamma e il suo papà (o i nonni etc).

Certamente questa mia scelta ha comportato tutta una serie di nuove abitudini:

  1. mettevo un telo di plastica sotto al suo seggiolone così da poter facilmente pulire dopo i pavimenti
  2. non lasciavo nulla di pericoloso alla sua portata, visto che aveva ancora movimenti poco coordinati ma facevo in modo che potesse tenere in mano un cucchiaino di metallo come i nostri, oppure una piccola forchetta (questo set di ikea per me è stato provvidenziale e lo usa ancora adesso)
  3. gli spiegavo quello che stavo facendo: “sto versando l’acqua nel bicchiere!” oppure “guarda Tommy, questo è il pane, ne vuoi un pezzetto?” ponendogli davanti un pezzetto di pane che potesse manipolare per tutto il tempo che riteneva necessario.
  4. lo imboccavo, ma appena mi sono accorta che voleva provare a far da solo lasciavo che immergesse il cucchiaino nella pappa e che provasse a portarlo alla bocca sua o mia, anche se il più delle volte finiva tutto a terra.

I nostri pasti erano molto più lunghi e dinamici, ma lui ha sviluppato da subito una grande indipendenza sia nei movimenti che nel farmi capire quando non voleva più che lo imboccassi io o quando era pieno.

metodo montessori: attività domestiche per bambini

Al contrario molto spesso ho assistito a scene in cui le mamme “per fare prima” imboccavano i bambini senza dar quasi loro il tempo di capire cosa avessero in bocca, conoscere i sapori e verificare che quella consistenza potesse essere di loro gradimento; oppure per timore che si potessero sporcare non lasciavano che i figli provassero a far da soli.

L’apice credo di averlo raggiunto una sera della scorsa estate, quando siamo usciti con degli amici e al tavolo era presente un’altra coppia con due figli: uno grandicello e uno in fase di svezzamento.
Il piccolo in questione pesava già il doppio di Tommy che all’epoca aveva 18 mesi, e non veniva fatto gattonare in giro, solo in casa, perché altrimenti si sarebbe sporcato tutto. In due ore in cui siamo stati fuori è stato un continuo “non toccare!” “non gattonare!” “vieni qui che ti devo pulire le mani!” etc etc etc, volete sapere in che condizioni ho portato a casa il mio di figlio?!

Con ciò non voglio dire che i bambini debbano rotolarsi in una porcilaia, ma se proprio quando sono nella fase importantissima del gattonamento vengono privati di questa esperienza (che ha ripercussioni su tutto lo sviluppo neurologico e motorio) solo per il timore di avere mani e ginocchia nere, direi che il problema alla base è che i genitori non sono preparati a ricoprire questo ruolo nel modo migliore per i figli.

Edit

Mi trovo a correggere una parte di questo articolo perché mi sono permessa di riportare una parte di esperienza come confronto fra quello che è il mio metodo educativo e quello ritenuto opportuno e corretto da un’altra mamma, che leggendo il post si è risentita e mi ha fatto notare quanto io sia “ridicola”.
Ora certamente sono caduta nell’errore di giudicare esprimendo la mia opinione, ma non ho mai pensato di salire sul piedistallo della saggezza eterna scrivendo quanto sopra. Continuo a pensare quello che ho scritto, ma capisco che il mio punto di vista possa non essere lo stesso di molte altre persone, mi spiace aver in qualche modo ferito questa mamma portando come esempio la diversità di scelte educative che palesemente abbiamo.

QUALI ATTIVITÀ’ SCEGLIERE PER COINVOLGERE I BAMBINI 3-6 ANNI

Sempre secondo Maria Montessori, tutti i bimbi in base al loro sviluppo evolutivo, possono essere coinvolti nelle “attività di vita pratica”, qui sotto vi lascio la tabella delle attività domestiche in cui potete coinvolgere i vostri bimbi a seconda della loro età, ma soprattutto a seconda di quello che loro sono in grado di fare da soli, anche se magari sono più piccoli non è detto che non siano in grado di compiere attività “per bambini grandi”, il mio consiglio è di osservarli e cercare di capire cosa possano fare o meno in modo indipendente.

attività domestiche con i bambini

(tabella tratta da questo articolo)

Ovviamente queste sono indicazioni, voi genitori che ogni giorno avete sott’occhio i vostri figli sapete benissimo tutto quello che a loro piace fare o meno.
Cercate di proporre le diverse attività come fossero dei giochi ma facendo capire loro che in quel modo vi stanno aiutando.

Ogni volta che io mi metto in cucina Tommy corre alla sua torre (la famosa learning tower DIY che abbiamo realizzato partendo dallo sgabello ikea, su pinterest trovate milioni di tutorial su come realizzarne e colorarne una a costo zero), e adesso che è in grado la trascina fino ad arrivare dove sono io, prima provava a spingerla ma non riuscendoci mi chiamava per essere aiutato così io gli dicevo “tu spingi e portiamola insieme” in questo modo lui era comunque coinvolto nel “portare” la sua torre, tanto per fare un piccolo esempio.

LA NOSTRA ESPERIENZA: QUALI SONO I LAVORETTI DOMESTICI DI TOMMY

La scelta di scrivere questo articolo è nata come spesso mi succede dalla voglia di confrontarmi con tutte voi che leggete il mio blog, e con tutte le mamme con cui mi capita di chiacchierare sia via social che dal vivo.

metodo montessori: attività domestiche per bambini

Parto da una considerazione: Tommy ha pochissimi giocattoli.
Questo per due motivi: abbiamo poco spazio e di conseguenza il suo spazio per giocare è limitato alla sala, e perché lui preferisce “fare quello che faccio io” piuttosto che cadere catatonico davanti alla televisione o non sapere con quale giocattolo giocare perché la scelta è troppo ampia.

Quando ci capita di andare in casa di amici in cui i bimbi hanno camerette sommerse di ogni tipo di giocattolo possibile per lui è una vera festa perché all’inizio è super eccitato da tutto quello che vede ma dopo poco perde interesse perché in realtà non è in grado di dare la priorità ad un giocattolo rispetto all’altro e quindi la sua attenzione nei confronti di quello che ha scelto scema in pochissimo tempo per la volontà e la curiosità di passare subito al successivo.

La nostra scelta di limitare i giocattoli a Tommy deriva dall’osservazione che io ho fatto quando era ancora piccolo, trascorrendo noi moltissimo tempo fuori all’aria aperta quando torniamo a casa il tempo a disposizione per giocare diventa davvero poco: c’è la doccia o il bagnetto da fare, preparare la cena, cenare e poi prepararsi per la nanna ovvero leggere un libro insieme nel lettone. Da questo abbiamo capito che non era necessario essere invasi da due milioni di giocattoli che sarebbero stati davvero inutili.

La giornata di Tommy si svolge trascorrendo la mattina al nido – quindi ha modo di giocare con altri bambini e con molti oggetti insieme alle educatrici; quando torna a casa dorme almeno un paio di ore e quindi prima delle 16 non si sveglia. Al suo risveglio c’è il momento coccola e merenda e poi usciamo per passare almeno un’oretta e mezza al parchetto qui in paese, oppure andiamo dai nonni che hanno un giardino molto grande, poi si torna a casa e arriva il momento della doccia e preparazione della cena.

Vi racconto queste cose per spiegare il motivo per cui abbiamo scelto di non invadere casa con oggetti che lui non avrebbe mai guardato; pochissimi sono i giochi per i quali ha una passione smodata: il set di attrezzi (martello, chiave inglese, trapano etc) e la cucina Ikea (che noi abbiamo acquistato di seconda mano su subito.it), nel momento in cui mi accorgo che gli altri giochi non vengono più guardati allora li prendo e li porto in garage così da lasciare sempre dello spazio in casa e fare in modo che lui si concentri su quello che gli piace davvero fare.

  1. A livello domestico le attività in cui coinvolgo il mio piccolo toddler sono le più svariate: mi aiuta a caricare i panni nella lavatrice e a estrarli quando li dobbiamo stendere, mi accompagna in balcone portando la biancheria o alcuni dei suoi vestiti e mi passa le mollette; al mattino mi aiuta a rifare i letti, io lo chiamo e gli dico “Tommy io vado a fare il letto, vieni!?” e lui corre gridando per tutta casa “me, me, me, me!” e a modo suo mi aiuta davvero: toglie i cuscini, spiana il lenzuolo e poi rimette i cuscini.
  2. Quando pulisco il bagno ha la sua spugnetta personale con cui pulire la vasca intanto che io mi occupo dei sanitari; mi aiuta a portare i croccantini nella ciotola dei gatti (e poi cerca disperatamente di convincere il gatto a mangiare proprio in quel preciso istante!); gli ho preso un panno swiffer per la polvere (che lui vuole passare anche sul gatto, si lo faranno santo!).
  3. In cucina si scatena: ha il suo set personale con tagliere piccolo e coltello (sempre quello del set ikea di cui sopra) con cui mi aiuta a tagliare le verdure come zucchine o i pomodorini o una pera, che sono sodi ma teneri e quindi lui riesce a vedere che può davvero tagliare qualcosa. Mi aiuta a preparare dei dolcetti facili come i muffins, gli preparo gli ingredienti pesati e gli dico l’ordine in cui unirli uno agli altri; è da quando aveva un anno che mi aiuta a preparare gli estratti che poi beviamo insieme, io preparo la frutta e la verdura e lui inserisce nel boccale dell’estrattore e poi apre e chiude il rubinetto da cui scende il succo vivo.

metodo montessori: attività domestiche per bambini

Quando poi siamo dai nonni in giardino si diverte ad aiutare il suo papà nei lavoretti di manutenzione come tagliare il prato o la legna ovviamente in massima sicurezza: il papà usa gli strumenti reali e Tommy aiuta portando avanti e indietro legnetti o usando delle forbici per bambini per tagliare gli steli di erba alta.

Oltre a quello che normalmente facciamo in casa come:

  1. Sistemare i giocattoli dopo averli usati e prima di tirarne fuori di altri, o prima di uscire o semplicemente prima di fare qualsiasi altra cosa.
  2. Riporre al loro posto le scarpe dopo averle tolte una volta entrati in casa.
  3. Mettere nei cassetti i vestiti puliti e nella cesta della biancheria quelli da lavare.

Ho letto con molto piacere gli esempi che alcune di voi mi hanno scritto in via privata su instagram in cui mi avete raccontato le vostre personali esperienze di “vita pratica” a misura di bambino:

  • lavori di giardinaggio alla loro portata
  • pulire le verdure come ad esempio sgranare pisellini, fagioli etc
  • aiuto nel preparare le polpette
  • passare la scopa e aspirapolvere (per i bimbi già più grandicelli) o la scopina per quelli più piccoli
  • aiutare nel vuotare le ciotole di acqua e crocchette degli animali da compagnia
  • aiutare nella raccolta differenziata: sistemare ogni scarto nell’apposito bidone, questo è anche un modo bellissimo per iniziare a creare in loro una sensibilità maggiore nei confronti del rispetto delle risorse dell’ambiente che tutti condividiamo: il nostro pianeta! ( Leggi anche-> Cinque trucchi pratici per vivere green)

Vi consiglio qualche lettura in merito a quanto scritto oggi:

Maria Montessori “Educare alla Libertà

Maria Montessori “Il segreto dell’infanzia

Maria Montessori “Impariamo dai bambini a essere grandi

Daniela Valente “Come liberare il potenziale del vostro bambino (…)

Grazia Honegger Fresco “Da solo, Io! Il progetto pedagogico Montessori da 0 a 3 anni

Evé Hermann “100 attività Montessori dai 18 mesi

Marie-Helene Place “La guida di attività Montessori (…)

Audrey Zucchi “Laboratori e attività Montessori in cucina

Se avete letto tutto fino in fondo vi ringrazio tantissimo per la dedizione e la pazienza.

Enjoy the green side of life!

 



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