Il Kakebo: che cos’è, come usarlo e perché non ne farete più a meno

L’inizio di un nuovo anno coincide sempre con una lista di buoni propositi. Se fra le vostre New Year’s Resolutions c’è anche spendere meno, e meglio, la soluzione a mio parere non può che essere il Kakebo.

Ne avevo parlato tempo fa anche nelle Stories su Instagram: io e mio marito lo usiamo per le nostre spese famigliari ormai da 4 anni, con il risultato che ormai sappiamo perfettamente di quanto abbiamo bisogno in un anno per vivere, riusciamo a prevedere le spese impreviste e da quando abbiamo iniziato ad usarlo, oltre ad avere meno ansia, abbiamo risparmiato tra i 2.000€ e i 3.000€ ogni anno.

CHE COS’E’ IL KAKEBO E COME NASCE

Dopo Marie Kondo, ecco un’altra diavoleria che arriva dal Giappone (lo state già pensando?). Ammetto di avere una grande fascinazione per l’organizzazione e la concezione dell’armonia e della bellezza che arrivano dal paese del Sol Levante!

Il Kakebo: che cos'è, come usarlo e perché non ne farete più a meno

Ma tornando ai nostri soldi, il Kakebo (leggi “kakeibo”) è letteralmente il “libro dei conti di casa”. In Giappone lo usano tutti, persino i bambini – perché è fin da piccoli che bisogna imparare a gestire i propri conti: in famiglia e nelle scuole si impara dalla più tenera età a tenere nota delle entrate e delle spese.

Oggi che spendere è diventato così semplice – sia per gli strumenti che abbiamo a disposizione, sia per i continui stimoli consumistici a cui siamo sottoposti – tenere traccia dei flussi di denaro è sempre più importante. Il Kakebo è uno strumento utile ed efficace per monitorare le nostre spese e risparmiare.

Come si legge sul sito ufficiale di Vallardi, che pubblica da anni il Kakebo originale in Italia:

“In pratica è una specie di agenda in cui potrai registrare le entrate e le uscite ma soprattutto riflettere sulle tue abitudini di spesa, per imparare a risparmiare e a migliorare la gestione delle tue finanze. Tenere un Kakebo evita lo stress da cattiva gestione finanziaria, sviluppa l’autodisciplina e la conoscenza di sé. I giapponesi lo considerano uno strumento che favorisce la tranquillità dell’anima e libera energie mentali.”

È nato più di 100 anni fa grazie a una donna straordinaria, chiamata Motoko Hani (1873-1957). Vissuta durante l’epoca del Rinnovamento Meiji, fu una tra le prime ragazze del Paese ad avere accesso a un’istruzione superiore. Divenne la prima giornalista del Giappone e si batté per tutta la vita a favore dell’indipendenza e dell’ empowerment femminile. Dalle pagine della rivista da lei fondata, incoraggiò le lettrici a prendere nota di entrate, spese e risparmi: nel 1904 lanciò sul mercato il primo Kakebo. Un successo che dura ancora oggi.

 

Il Kakebo: che cos'è, come usarlo e perché non ne farete più a meno

COME E’ FATTO IL KAKEBO E COME FUNZIONA

A prima vista il Kakebo appare come una semplice agenda, divisa per mesi, giorni e settimane, in cui segnare man mano uscite ed entrate.

Nella parte introduttiva viene spiegato come segnare le spese, come categorizzarle e come contabilizzarle. Si spiega anche come prevedere uscite ed entrate mensili. Vi consiglio di dedicare 10 minuti alla lettura di tutta questa sezione per non trovarvi poi in difficoltà al momento di usarlo!

Vediamo nel dettaglio come funziona (faccio riferimento sempre all’edizione Vallardi 2019):

Il suo funzionamento è molto semplice e intuitivo e si basa su 5 capisaldi:

  1. Entrate: registrare tutte le entrate mese per mese. Se come me siete libere professioniste e avete un’asincronia con i flussi di cassa, potete regolarvi sugli incassi o sulle fatture emesse (previsione di entrata)
  2. Uscite fisse: segnare tutte le uscite mensili ricorrenti come affitto, bollette, rette scolastiche ecc. All’inizio non sarà facile sapere per es. quanto indicare per le bollette di luce e gas: potete basarvi sullo storico dell’anno precedente, e il successivo fare degli aggiustamente. Più usate il Kakebo e più diventerete precisi!
  3. Eventuali risparmi: si può decidere, ma è facoltativo, quanto mettere da parte mese per mese
  4. Budget mensile: Calcolando la differenza di entrate meno uscite mensili (meno eventualmente le somme da mettere da parte) si ottiene la somma a disposizione per le spese variabili del mese
  5. Spese settimanali: Questa è la vera e propria agenda in cui registrare le spese quotidiane. Queste ultime sono divise per categorie:
    • Sopravvivenza
    • Optional
    • Cultura
    • Extra

Ogni mese quindi abbiamo:

  • Alcuni consigli pratici per risparmiare e per anticipare gli imprevisti
  • Il calendario mensile con uno spazio per le note (qui potete annotare per es. eventi che richiedono un esborso di denaro, come compleanni e matrimoni), oppure segnare altri avvenimenti annuali che comportano spese (manutenzione e bollo auto, assicurazione, manutenzione caldaia ecc.)
  • Inizio del mese: entrate e uscite fisse, budget a disposizione, promesse e buoni propositi per il mese. Non saltate quest’ultima parte perché aiuta a darsi degli obiettivi sensati!
  • Diario delle spese diviso per settimane (4 o 5 a seconda del mese in corso: fate attenzione ai mesi da 5 settimane!). Qui segnate ogni giorno quanto spendete, oppure potete farlo una volta a settimana ma dovrete ricordarvi di tenere scontrini e ricevute, controllare PayPal, carta di credito e altri mezzi di pagamento come Satispay. All’inizio di ogni settimana dovrete segnare di quanto denaro residuo disponete fino alla fine del mese.
  • Fine del mese: Totale delle spese settimanali e mensili, calcolo del budget residuo e uno spazio per segnare gli importi della carta di credito. Io quest’ultimo non lo uso, preferisco segnare di giorno in giorno le spese anche se vengono contabilizzate al mese successivo. Infine trovate il riassunto delle spese per categoria (utile per capire dove si spende maggiormente e dove eventualmente si potrebbe tagliare) e un riepilogo degli obiettivi per riflettere su successi, sforzi e insuccessi.

Dopo il mese di dicembre trovate il consuntivo annuale con grafici e riepiloghi di tutte le spese: sarà utilissimo per pianificare meglio il mese successivo.

 

PERCHÉ USARE IL KAKEBO: DIFFERENZE CON ALTRI METODI PER TENERE TRACCIA DELLE PROPRIE SPESE

Il Kakebo: che cos'è, come usarlo e perché non ne farete più a meno

Mi rendo conto che il Kakebo non è uno strumento per tutti, ma se come me siete piuttosto ansiosi rispetto ai soldi (credo sia la condizione standard di ogni freelance), o se non riuscite a trovare modi per risparmiare – magari per un viaggio o un progetto importante – credo che quest’agenda possa aiutare moltissimo.

Per alcuni avere sotto gli occhi il flusso di denaro che esce dal conto corrente può essere angoscioso ma fidatevi: non sapere e procedere alla cieca è peggio.

Ecco quali sono a mio parere i punti di forza del Kakebo:

  • Si scrive a mano. Potrà sembrare irrilevante, ma il gesto di scrivere rende il processo molto più efficace che riportare dei numeri su un excel
  • Aiuta a categorizzare le spese, e quindi a capire cosa è davvero necessario e cosa no. Contrariamente a quanto si pensa, questo per me aiuta a sentirsi meno in colpa quando ci si concede un piccolo sfizio.
  • Darsi degli obiettivi realistici aiuta a ridimensionare le proprie aspettative e diminuisce l’ansia.

Voi usate già il Kakebo? Vorreste provare? Oppure avete altri metodi da condividere? Sono curiosa!



2 thoughts on “Il Kakebo: che cos’è, come usarlo e perché non ne farete più a meno”

  • Anche io lo uso da tre anni e da freelance. Per me è stato una svolta. Prima ero dipendente e poco preoccupata delle spese. Adesso è fondamentale sapere se quella spesa è utile o meno. Io mi sono comunque data uno stipendio mensile e su quello scalo le spese (potrei farlo con le fatture incassate ma il mio lavoro da assistente turistica è prettamente stagionale e ci sono mesi in cui guadagno molto ma mesi in cui non arrivo a € 1000). Insomma con poca fatica mi sono organizzata e so dove sto andando

    • È un’ottima strategia quella dello “stipendio” mensile, perché ti permette di vivere senza ansia gli alti e bassi del lavoro e anche di accantonare qualcosa ogni mese per pagare le tasse ecc. Grazie di aver condiviso la tua esperienza!

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