Il Tempo di una mamma 2: il carico mentale

Sono settimane che penso di scrivere un post che parli del carico mentale e poi non trovo il tempo per farlo; lo volevo scrivere bene, con calma con la giusta concentrazione: tre aspetti che nelle mie giornate mancano se non completamente, almeno al 90 %.

Io faccio cose, di fretta e spesso mi dimentico tantissime altre cose che dovrei fare semplicemente per il fatto che tutto stipato nella mia testa non ci sta più. Un esempio pratico? Ok vi racconto della mia mattina appena trascorsa ( sto scrivendo questo post alle 13.30, e mi sono appena spaventata del fatto che siano GIA’ le 13.30)

Sveglia ore 07.00, mi alzo con Tommy che ovviamente è già pronto per giocare e infatti mi porta la palla, sto già pensando che alle 8 vorrei essere fuori casa per correre dal fornitore delle mie materie prime a prendere quello che mi serve per un ordine che mi hanno fatto ieri sera e che devo mandare avanti il prima possibile, porca miseria ho dormito fino all 7, dovevo alzarmi mezz’ora prima, vabbè fa niente, ottimizzo a desso i tempi. Il mio compagno è in piedi con noi, gli chiedo di scaldare l’acqua per la colazione, io porto Tommy in bagno per cambiarlo, lavargli la faccia e vestirlo ( si perchè anche se io devo uscire prima e loro due invece usciranno dopo di me, tocca a me vestire il piccolo perchè io so cosa mettergli e se avessi anche dovuto spiegare a Lui quali vestiti per Tommy e dove prenderli, ecco ci siamo spiegate); intanto che faccio colazione, scrivo anche la lista della spesa sia per casa che per il negozio, mi segno anche che devo fare due telefonate altrimenti sono sicura di dimenticarmi, Tommy mi sale addosso in cerca della tetta, ok ok ok due minuti di coccola perchè la mamma ha un sacco di cose da fare, ma la coccola ci sta sempre.

Ore 7.30 finalmente vado in bagno a prepararmi, vedo il letto sfatto e penso che prima di uscire DEVO fare il letto ( questa è una fissa mia, non riesco a uscire di casa con il letto in disordine), quindi bagno-mi lavo-vesto-gioco ancora con Tommy qualche minuto, lo porto in camera a fare il letto con me così “mi aiuta” ovvero inizia a saltarci sopra, per fortuna è molto basso almeno se scivola non si fa male ( troppo male).

7.50 cazzo, sono già le 7.50 e io sono ancora in casa, prendo la borsa, preparo la borsa di Tommy per andare dalla nonna, quindi metto un cambio, il suo biberon con il succo fresco, il suo panino per la colazione, lui che mi porta ancora la palla, e lanciamo sta palla, bravo amore lancia la palla, non addosso al gatto però! Metto le cose di Tommy pronte sul tavolo con sopra il cellulare del mio compagno così per forza deve ricordarsele, non può non vederle. Tommy capisce che io mi sto muovendo troppo per cui ovviamente inizia a rognare e frignottare e mi si aggrappa alla gamba, dai ancora una coccola.

Finalmente sono alla porta, prendo la mia borsa, controllo di avere tutto, ovviamente mi stavo dimenticando la lista delle due spese e il foglio con su gli appunti del “Da Fare”, mi metto le scarpe, prendo le chiavi di casa, quelle della macchina, quelle del negozio, ma dove sono quelle del negozio, ah le ho già in mano, ok check fatto, ho tutto. Tommy capisce ovviamente che sto uscendo senza di lui e mi guarda impanicato, ma come mamma tu esci e io no, usciamo sempre insieme io e te, dove vai senza di me mamma? Amore, la mamma va a lavorare, tu esci con il papà, ti porta dalla nonna, vieni che ci diamo tanti bacini e poi la mamma esce; ecco piange. Io esco con lui che sta piangendo e il mio cuore ovviamente è a pezzi, perchè sentirlo piangere quando esco così mi uccide ogni volta.

Esco di casa, prendo la macchina, vado a fare la spesa per il negozio, arrivo in negozio preparo le basi per le torte che mi hanno ordinato, le metto in forno, ok ho tempo un’ora e mezza, mi rifiondo fuori e vado a fare un briciolo di spesa anche per noi; torno in negozio, le torte sono pronte, pulisco tutto e finisco le confezioni che erano rimaste da ultimare, segno che devo sistemare due fatture perchè la commercialista mi ha detto che sono da correggere, mi segno altri due appuntamenti e scatto le foto che mi servono da inserire nello shop online che sto cercando di far partire.

Sono le 12.10. COSA?! sono già le 12.10???? e devo mandare due mail di lavoro. aiuto. Torno a casa, sistemo la spesa, faccio partire la lavatrice, passo i pavimenti e lavo il bagno, mangio una cosa in piedi intanto che accendo il pc per mandare le famose due mail di lavoro e cerco disperatamente di farmi venire in mente quella malefica cosa che mi dovevo a tutti i costi ricordare.

E arriviamo alle famose 13.30 ora in cui mi sono messa a scrivere. Ecco che i minuti magicamente scompaiono sotto la morsa delle duemila cose che ci frullano in testa, quelle che dobbiamo fare per forza, quelle che vogliamo fare anche per un briciolo di soddisfazione personale e quelle che vorremo fare ma sappiamo già che resteranno nella casellina del “forse un giorno”! C’è stata una mattina della scorsa settimana in cui stavo portando Tommy al nido in macchina e mi sono messa a pensare a tutto quello che avrei dovuto fare durante le ore in cui lui era con la tata al nido e io in negozio, bene invece che fermarmi nella via del nido ho semplicemente tirato dritto e sono arrivata praticamente fino dal mio fornitore con lui in auto sul suo seggiolino, ho pensato a quanto fossi stordita per non essermi fermata al nido, cavolo eppure lo sapevo che dovevo lasciarlo al nido quella mattina, come ho potuto dimenticarmi di lasciare Tommy al nido? Ci sono state volte in cui ho chiuso la macchina e sempre perchè stavo pensando a mille cose ho lasciato la chiave nella portiera esterna della macchina; sempre stamattina uscendo dal supermercato mi sono dimenticata di depositare al suo posto il terminale del presto spesa e me lo stavo portando in macchina, meno male che si è messo a suonare! Quando sono rientrata al supermercato e l’ho lasciato al banco informazioni, mi hanno guardata con aria di compassione, ottimo grazie.

A sera ci arrivo, perchè arrivo sempre a sera ma ci sono sere in cui sono più stanca di altre; giorni in cui sono più esausta di altri. Momenti in cui penso di essere al limite e di essere sul punto di scoppiare perchè davvero sono stanca. Come avevo scritto in questo post che ho chiamato appositamente “Il tempo di una mamma” ” il mio tempo non vale meno di quello di qualsiasi altra persona“, io me lo ripeto spesso ma forse questa mia considerazione non è così condivisa, posso essere onesta? Sono stanca! Sono davvero stanca, se prendo qualche impegno è perchè voglio fare troppe cose, se non ne prendo, allora sto sempre in casa, ho voluto il blog e allora sono sempre dietro a fare cose per il blog; devo lavorare di più e appena esco per andare in negozio scatta la domanda “ma per le … sarai indietro, vero!?” cazzo i secondi contati pure quando vado in negozio. Giuro sono molto molto stanca.

Sono stanca perchè ogni volta che mi viene in mente qualcosa da fare, mi sembra di aver solo perso tempo fino a quel momento e so che non riuscirò davvero a finire di fare tutto quello che avrei voluto quella giornata; ho deciso che mi sarei dovuta ritagliare del tempo solo per me stessa per ritrovare un filo di equilibrio perchè mi ero resa conto che stavo iniziando a dar di matto per piccole cose, ecco il tempo per me stessa ovviamente ho dovuto cercarlo facendolo combaciare con la disponibilità di lavoro e impegni del mio compagno e di quella di mia mamma che magari mi fa la grazia di tenere il nipote, ho girato cinque-palestre-cinque studiando tutti i vari corsi e orari per fare in modo di riuscire a trovare quella che meglio si potesse adattare a degli orari che non sono nemmeno miei, ma nei quali potessi lasciare in gestione Tommy o al padre o alla nonna.

Ho in bozza non so quanti post che vorrei riuscire a pubblicare, non so quante ricette che vorrei cucinare per poterle postare e condividere, non so quante mail di aggiornamento su vari aspetti della vita da blogger che vorrei riuscire a leggere con attenzione vera e quindi con del tempo che necessariamente dovrei sottrarre ad altro di più importante e che quindi nella scala delle priorità scendono di almeno dieci gradini e restano a prendere polvere nella casella “in arrivo” ancora evidenziate, almeno ogni volta che apro la mail le vedo lì belle nere in grassetto che mi ricordano che sono da leggere quando avrò tempo. Mi rincuora e mi rattrista confrontarmi con altre mamme che come me, spesso si sentono sole e a volte sopraffatte dalle troppe cose da fare, dai troppi pensieri che affollano le nostre teste ogni singolo momento delle nostre giornate. Questo post non vuole essere solo uno sfogo personale, ma una considerazione di una situazione che spesso viene banalizzata con un “cosa vuoi che sia? sei stata a casa tutto il giorno!” dando per scontato che se siamo a casa allora tocca solo a noi fare sempre tutto e che su ogni cosa ci sia l’etichetta con il nostro nome, esistono i papà presenti davvero, ed esistono anche quelli che chiedono e basta. Il mio compagno mi aiuta, così come mia mamma ma troppo spesso mi ritrovo nella situazione di sentirmi sovraccaricata di pensieri: ieri ad esempio abbiamo trascorso la giornata fuori, a fare una bellissima passeggiata in mezzo al verde, lo abbiamo deciso quasi all’ultimo momento così non abbiamo prenotato un posto dove fermarci per il pranzo, potrebbe essere una cosa di poco conto ma il mio cervello ha fatto questo ragionamento: ” è domenica, decidiamo di andare a passeggiare nel Parco del Curone e arrivare fino a Montevecchia; solitamente la domenica Montevecchia è invasa dai milanesi che vogliono fare la gita in Brianza e mangiare fuori, per cui sarebbe auspicabile prenotare se vogliamo pranzare anche noi in una trattoria. Cerchiamo i nomi di qualche ristorante, ci salviamo i numeri di telefono e intanto che passeggiamo telefoniamo per prenotare. In alternativa devo preparare almeno il pranzo per Tommy, già che lui non mangia nulla quando siamo fuori casa, ho bisogno di avere qualcosa che lo ingolosisca davvero per convincerlo a mangiare, ma perderei un sacco di tempo adesso se dovessi preparare da mangiare, e per noi non abbiamo nemmeno un panino, quindi dovremmo almeno passare da un supermercato per prendere il necessario per un pranzo al sacco!” Questo è stato il MIO ragionamento, ma solo MIO, sia chiaro, perchè ovviamente la sega mentale di tutto questo è solo ed esclusivamente a carico MIO.

Bene siamo usciti, ho preso tre panini dal fornaio che miracolosamente era aperto e ci siamo incamminati; a metà percorso inizio a rompere le palle dicendo al mio compagno di chiamare per prenotare, e lui mi dice che lo posso fare io! Ecco, grazie ma anche no… almeno prendere il telefono e fare una chiamata tocca a te, ma senza che io te lo debba dire. Ovviamente a Montevecchia era tutto prenotato, ci fermiamo così a pranzo in un prato in concomitanza con un rifugio che è nel mezzo del Parco del Curone dove abbiamo trovato gli stand di piccole aziende agricole del parco che erano lì per una piccola fiera e una festa autunnale, vendevano pane e formaggi e taglieri misti, certo non siamo morti di fame, non era quello il punto! Il punto era che anche durante una giornata di festa in cui siamo fuori tutti insieme la divisione dei compiti e dei pensieri non è stata equa, e infatti io che sono uscita senza aver portato nulla di pronto per Tommy, ma solo con quei tre micro panini nello zaino mi sono ritrovata con il bimbo che non ha voluto assaggiare nulla perchè salumi ovviamente non ne mangia, i formaggi non li vuole, ha sbocconcellato mezzo panino, si è attaccato al seno e poi ha preferito giocare; ma in tutto questo mi sono anche sentita dire: ” eh si dovreMMO ( plurale) uscire sempre con il pranzo di Tommy pronto!”. Dovremmo e pranzo pronto = ricordati il pranzo ( perchè te lo sei dimenticato questa volta), e prepara il pranzo da portare sempre quando usciamo per una gita come oggi.

Detto tutto questo, ovviamente come sempre avrei piacere se voleste raccontarmi le vostre esperienze.

Enjoy the green side of life



1 thought on “Il Tempo di una mamma 2: il carico mentale”

  • ciao cara, avevo visto su instagram il tuo post ma ho voluto leggerlo con calma prima di lasciare un commento..come dici tu molto bene in questa situazione ci ritroviamo in molte, voglio raccontarti brevemente la mia esperienza sperando che possa esserti di aiuto. quando è nata la mia prima figlia, continuavo a sorprendermi di quanto non fosse tanto la stanchezza fisica ad annientarmi (anche se ovviamente c’era anche quella), quanto quella mentale..il carico di responsabilità che sentivo tutto su di me mi schiacciava, mi toglieva il respiro, non ero pronta, mi sembrava di essere l’unica a dovermi preoccupare realmente di mia figlia..annaspavo cercando di prendere da sola decisioni che fino a quel momento mai mi ero sognata di dover prendere…il papà c’era, ovviamente era presente (quando rientrava a casa dopo 10/12 ore di lavoro) e non si preoccupava di tutti quegli aspetti pratici che spettano a noi mamme, senza contare la casa la spesa e tutto il resto.
    quando mia figlia è cresciuta ho avuto uno scontro con lui, in cui mi è stato rinfacciato (!) di voler avere tutto sotto controllo e di non delegare nulla agli altri, di non essere capace di chiedere aiuto (!!)…quando è nata la mia second figlia io ero (e sono) una persona molto diversa, ho iniziato a chiudere gli occhi su molte cose, i pavimenti, i vetri, la roba da stirare…tutte cose che non avevano più la stessa priorità, certo, a tutti piace vivere in una casa pulita ed ordinata, ma ad un certo punto devi stare a galla e devi abbandonare tutto ciò che è zavorra…nel momento in cui io ho semplicemente smesso di fare tutto, mio marito ha iniziato a fare delle cose, senza che io glielo chiedessi…ha bisogno di una camicia?se la stira da solo..vede i pavimenti sporchi?li lava…tutto questo ovviamente nei ritagli di tempo anche suoi, che non sono molti, ma dal momento che lavoriamo entrambi, come dici tu, il nostro tempo ha lo stesso valore! io la mattina inizio a lavorare alle 8.00 perciò è impensabile che io possa portare le bimbe a scuola, dovrei farle entrare prima dellòe 7.30 e non mi sembra il caso, al mattino si occupa lui di loro, io la sera prima preparo i vestiti che devono indossare, preparo i due zainetti per l’asilo, e lui le lava le veste e le accompagna, è un momento a cui secondo me lui tiene parecchio perchè è solo ad occuparsi di loro e credo proprio che in fondo gli faccia piacere.
    abbiamo deciso che una sera a settimana a testa è dedicata a praticare uno sport che ci piace, io vado a danza il lunedì, lui va a tennis il mercoledì, poi ci ritagliamo degli spazi in pausa pranzo, io una volta a settimana faccio pilates in pausa pranzo, un’altro giorno vado a correre, lui va a correre. abbiamo deciso di dedicarci questi spazi perchè per noi è importante fare attività fisica.
    non è tutto semplice, io corro continuamente, non mi fermo mai e spesso arrivo a fine giornata che ho fatto un terzo delle cose che avrei voluto..però mi sento un po’ meno sola rispetto all’inizio, e soprattutto non mi sento in colpa se ho la casa sporca o il frigo vuoto..detto questo rimane il fatto che soprattutto quando si va in giro anche nel mio caso mi trovo a dover pensare a molte più cose rispetto a lui, ma anche in questo senso vedo che le cose si stanno muovendo..magari non pensa lui a preparare il pranzo per le bambine (fantascienza!), però ci confrontiamo insieme sulla necessità o meno di prenotare, sulla possibilità di comprare qualcosa in giro o di preparare da casa, e ti dirò che prima anche lui era molto critico se ad es mia figlia mangiava solo un toast perchè non avevo trovato/preparato altro, mentre adesso è addirittura più rilassato di me..
    scusa se mi sono dilungata ma mi sono ritrovata molto nelle tue parole e volevo farti intravedere una luce in fondo al tunnel e magari darti qualche dritta pratica 🙂
    un bacione
    flavia

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