La lettura e la scrittura secondo Maria Montessori

Nei precedenti articoli vi ho presentato il pensiero di Maria Montessori, che ha come obiettivo principale quello di impostare l’educazione come aiuto verso il bambino per sviluppare il suo potenziale i ognii area ed esperienza della sua vita.

In particolare il metodo Montessori si fonda sui seguenti aspetti:

  • sviluppo dell’indipendenza,
  • della creatività,
  • pieno rispetto del fisiologico sviluppo fisico, sociale e psicologico.

Il metodo Montessori utilizza dei materiali didattici specifici che aiutano ed invitano il bambino alla scoperta del mondo, tramite i sensi e la capacità di auto correggersi.

I PROCESSI DI LETTO SCRITTURA NEL METODO MONTESSORI

Maria Montessori durante il suo intenso studio si accorse che l’apprendimento della scrittura è un problema che riguardava soprattutto l’adulto della sua epoca storica, il quale era convinto che l’apprendimento dell’alfabeto stesso era un traguardo da raggiungere con grandissima fatica.

LA LETTURA E LA SCRITTURA SECONDO MARIA MONTESSORI

La celebre pedagogista scopre che per i bambini era un gioco occuparsi di lettere numeri e segni grafici, e ciò avveniva solo nel momento adatto.

Per un approfondimento potete consultare l’articolo sui periodi sensitivi

Osservando i suoi bambini, Maria si accorse che l’interesse per la lettura e la scrittura iniziava ben prima dell’inizio della scuola primaria.

Infatti i bambini dall’età di due o tre anni erano interessati alla scrittura, perché, vedendo gli adulti scrivere tentavano di imitarli con dei semplici scarabocchi.
Talvolta provavano a leggere a voce alta quello che credevano di aver scritto.
Col passare del tempo i bambini si rendevano conto che gli scarabocchi non potevano essere letti come facevano gli adulti, ma necessitavano delle caratteristiche più simili a quelle che poi sarebbero diventate le lettere dell’alfabeto.

Maria Montessori creò così dei materiali adatti alla pratica della lettura e della scrittura già in età di scuola dell’infanzia. In particolare mi riferisco alle lettere smerigliate, che sono alla base degli apprendimenti in modalità diretta.

Si tratta di letterine in rilievo, scritte generalmente in corsivo che spiccano sia per sensazione visiva che tattile. I bimbi sono attratti da queste letterine, hanno voglia di toccarle e sperimentarle.

Attraverso questo materiale il primo accesso con la lettura può avvenire prima dell’inizio della scuola primaria ed è sempre sotto forma di gioco, seguendo l’interesse del bambino. Ciò avviene, non per anticipare troppo in tempi relativamente ad apprendimento della letto-scrittura, ma

per aiutare il bambino a sviluppare l’interesse che ha già dentro di sé e quindi sfruttare quel periodo sensitivo che manifesta già nella scuola dell’infanzia.

COME UTILIZZARE LE LETTERE (E I NUMERI) SMERIGLIATE 

LA LETTURA E LA SCRITTURA SECONDO MARIA MONTESSORI

Un aspetto centrale delle carte smerigliate (che possono essere fatte anche in stampato maiuscolo) è l’apprendimento dei suoni a delle lettere attraverso una pratica multi sensoriale:

il bambino sente il suono, vede la rappresentazione grafica e la tocca, la memorizza attraverso i polpastrelli utilizzando il tatto.

In questo modo il bambino è stimolato a livello sensitivo e, grazie a questo coinvolgimento degli organi di senso, il bambino vive internamente l’esperienza della memorizzazione della lettera. Questa capacità si manifesta attraverso una modalità di apprendimento non mnemonica, ma bensì neuro-percettiva o neuro sensoriale.

I PROGRESSI DELLE NEUROSCIENZE NELLE PRATICHE DI APPRENDIMENTO INFANTILE

Ultimamente le neuroscienze hanno fatto passi da gigante nello studio i processi cognitivi e sulle pratiche di apprendimento. Si è constatato che attraverso l’esperienza, l’apprendimento diviene un’esperienza reale e questa modalità di stimolazione neuronale è più significativa rispetto a un apprendimento mnemonico.

Il bambino che vive l’apprendimento in maniera pratica e sperimenta il contenuto che poi imparerà, è un bambino che ricorderà maggiormente questa esperienza come positiva e gli stessi contenuti rimarranno più lungo nel tempo e stabili a livello neurologico.

Come ben sapete, il materiale didattico montessoriano viene presentato dall’ adulto, in un momento quasi magico, in cui lo strumento diventa qualcosa di educativo e didattico allo stesso tempo. Il momento giusto per presentare questo tipo di materiale è il momento in cui il bambino si mostra interessato alla conoscenza delle lettere.

Un esempio pratico può essere il riconoscimento delle iniziali del proprio nome: c’è una fase del periodo sensitivo in cui il bambino è interessato alle lettere ed in genere parte dal iniziale del proprio nome (A come Anna).

Indicativamente queste attività hanno senso intorno ai 4 anni è troppo precoce introdurle precedentemente, perché i bambini più piccoli sono coinvolti nell’apprendimento e nello sviluppo del linguaggio ed in particolare nello sviluppo della capacità senso-motorie, che devono conquistare in vista del consolidamento di alcune autonomie.

Essere troppo precoci nella presentazione delle lettere, potrebbe essere controproducente, in quanto il corpo e la mente del bambino sono impegnati in attività differenti legate al periodo sensitivo di riferimento.

LA LETTURA E LA SCRITTURA SECONDO MARIA MONTESSORI

Maria Montessori ha pensato a dei materiali per la vita pratica e l’ educazione sensoriale in modo da aiutare il bambino a rafforzare ed allenare le mani, in quanto la capacità di tenere una matita o una penna in mano e scrivere è un’attività sicuramente complessa ed è necessario rafforzare da allenare alcuni prerequisiti.

Per chi ha avuto la fortuna di visitare le Case Dei Bambini Montessori, che sono le scuole dell’infanzia che applicano il suo metodo, avrà osservato sicuramente una offerta ricca di giochi tattili, dove le mani devono sperimentare con un atti fisici e pratici, e si allenano, in modo differente, in alcuni movimenti.

Allacciare, slacciare, abbottonare sono tutte attività di manualità fine che aiutano il bambino a sviluppare la leggerezza dei movimenti, la presa tri-digitale, la morbidezza del polso e a rinforzare lo scorrimento sinistra a destra, tutte caratteristiche base dei processi di lettura e scrittura.

Sembra una riflessione alquanto bizzarra, ma in realtà travasare, lavorare con gli incastri e svolgere attività manuali di questo genere, pongono già le basi per gli apprendimenti che avverranno tra qualche anno.

Il bambino che lavora con il metodo Montessori sperimenta l’atto fisico di formare le lettere, non le guarda soltanto, le prova, le sperimenta, le traccia, le ripercorre con i polpastrelli utilizzando così il senso del tatto e i suoi muscoli.

IL CORSIVO COME TRATTO PRIVILEGIATO NEL METODO MONTESSORI

Maria Montessori nella sua modalità di apprendimento imposta il corsivo come tratto grafico privilegiato.
Il corsivo è un tratto più naturale è più semplice rispetto allo stampato, riflettendo insieme possiamo capirne il perché.

I primi tratti, che il bambino disegna sul foglio da piccolo, sono degli scarabocchi, dei cerchietti, delle forme che possono avere un significato oppure possono essere gesti fini a loro stessi.
La caratteristica comune è che sono tratti rotondeggianti.

Sono linee che si avvicinano l’un l’altra formando quasi un’onda, una danza.

In corsivo è necessario un movimento fluido che il polso e la mano e le dita mettono in atto.

A tal proposito vi consiglio un bellissimo testo di Irene bertoglio: Il corsivo encefalogramma dell’anima.

La scrittura corsiva non va a rompere le sequenze delle letterine, ma rende le parole fluide, composte da lettere che si uniscono tra di loro.

Questo meccanismo porta a sviluppare maggiore capacità di attenzione, di concentrazione, di autocorrezione e di autodisciplina.

Anche durante le riabilitazioni del tratto grafico, e i percorsi di potenziamento cognitivo che vengono fatti quando ci sono delle difficoltà di apprendimento, o difficoltà sul tratto grafico, si lavora privilegiando il corsivo in un’ottica di fluidità di scrittura e soprattutto fluidità di pensiero.
Perché il carattere corsivo rappresenta tutto questo!

Infatti se ho una difficoltà di apprendimento le mie funzioni esecutive cadono sull’organizzazione, la pianificazione, l’attenzione e il fare in sequenza. Costringendomi ad utilizzare lo stampato sicuramente avrò ulteriori difficoltà perché con lo stampato devo segmentare letterina per letterina, a differenza del corsivo (che magari non sarà graficamente bello o chiaro come uno stampato) che mi regala la straordinaria possibilità di rendere fluido il tratto e quindi di mettere in sequenza le lettere, cercando di lavorare in questo modo proprio sulle capacità di organizzazione e di potenziamento delle funzioni esecutive alla base dei processi di lettura e scrittura.

Di questo aspetti ve ne parlo con la consapevolezza professionale, in quanto come pedagogista clinica tratto quotidianamente difficoltà di scrittura e difficoltà di apprendimento e sono fermamente convinta che il corsivo sia di per sé uno strumento terapeutico, per la sua essenziale caratteristica di rendere fluido sia pensiero che gesto grafico.

Maria Montessori più di 100 anni fa aveva già colto pienamente il senso della correlazione tra i processi mentali e i processi di lettura e scrittura per questo privilegiava l’uso del corsivo che, purtroppo, ai giorni nostri viene sempre meno utilizzato sia a scuola che nelle altre realtà di vita.

COME AIUTARE I BAMBINI A SVILUPPARE IL LORO INTERESSE PER LETTURA E SCRITTURA?

e assecondare i loro periodi sensitivi legati a questi apprendimenti?

Semplice, basta osservarli, cercando di capire quali sono i loro periodi sensitivi e seguire il loro interesse. Ogni proposta dell’adulto non deve mai essere troppo precoce, perché si rischia di togliere le energie del bambino che ha naturalmente riposto verso uno specifico interesse.
Non c’è una ricetta magica predeterminata o un tempo preciso in cui fare o non fare.. bisogna sempre avere quella capacità di osservare il bambino e di capire in maniera profonda quale sia il suo bisogno interiore.

Il consiglio migliore secondo me lo dà Marino Montessori con la seguente citazione
“Questa preparazione così remota e indiretta è una preparazione della mano, a scrivere, non è una preparazione della scrittura; e le due preparazioni non si devono confondere tra loro”

In questo modo Maria Montessori ci dà lo spunto per allenare in maniera diretta alla mano alla scrittura e quindi effettuare degli esercizi di vita pratica attraverso il materiale sensoriale.
In particolare si possono suggerire un insieme di attività volte al consolidamento delle capacità alla base della scrittura:

  • travasare legumi, semi e bottoni;
  • avvitare, svitare;
  • giocare con i cestini che contengono mollette o altri oggetti dove è necessario esercitare una prensione digitale;
  • giocare con gli incastri solidi di vari materiali;
  • annodare, snodare e scatenare la fantasia con delle matassine e le spolette colorate.

Inoltre si può lavorare con gli incastri piani che possono essere anche puzzle o altri giochi di questo genere dove la prensione della mano deve essere un po’ più ferma il rispetto alle attività elencate precedentemente.

Scrivere presuppone movimenti intenzionali; per allenarsi si possono utilizzare dei piccoli sonagli, dei campanelli, creare delle scatole dei rumori dove i bambini intenzionalmente devono mettere in atto un movimento per creare il conseguentemente un rumore o un suono.

La scrittura (come anche la lettura) prevede il lavoro di movimento sinistra verso destra, che non è così scontato e automatico.

Per allenare questa capacità, questo senso pratico, è necessario lavorare attraverso giochi di vita quotidiana, di vita pratica come per esempio apparecchiare un tavolo, pulirlo, asciugarlo e insaponare. Inoltre si può giocare con i vassoi e ruotarli. Queste sono tutte attività di vita pratica che ci aiutano a consolidare questo tipo di apprendimento.

A differenza delle lettere smerigliate, che sono degli oggetti per la preparazione diretta alla scrittura e alla lettura, e di conseguenza prevedono il giusto momento e il naturale interesse manifestato nel periodo sensitivo, tutte le attività sopra elencate sono indirette e quindi non possono che influire se non positivamente sulla capacità e gli interessi del bambino, che regola in base al suo periodo sensitivo l’attività e manifesta o meno l’interesse specifico.

PSICOGRAMMATICA NEL METODO MONTESSORI: UNA FIABA PER SPIEGARNE IL SENSO

Ora ho una piccola fiaba per raccontarvi quello che sarà poi il significato e il senso della psicogrammatica… La grammatica che Maria Montessori ha pensato per insegnare ai bambini della scuola primaria come vengono strutturate le frasi e i pensieri. Attraverso questa fiaba i bambini imparano le parti del discorso, e da qui scopriranno come narrare.

Leggi anche -> La psicogrammatica Montessori

Vi racconto la fiaba.

foto credit: qui

C’era una volta un principe molto potente che governava un paese molto speciale: il paese delle parti del discorso (nome, un triangolo nero).

Il principe era accompagnato quasi sempre da un piccolo inserviente (articolo, triangolino equilatero celeste chiaro).

Se il principe era di buon umore, portava con sé un’inserviente più grande dell’altra. Allora tutta la gente aveva il piacere di vedere che specie di principe fosse (aggettivo, triangolo equilatero azzurro).

A volte il principe non aveva voglia di farsi vedere. Allora inviava un rappresentante che doveva camminare tutto solo, senza alcun servitore (pronome, triangolo isoscele viola).

Il principe racconta: “Quando arrivai nel nuovo paese, non riuscivo a trovare la strada. Improvvisamente vidi al lato della via alcune piccole falci verdi. Erano i segnali stradali che indicavano dove si poteva trovare qualcosa oppure quale direzione prendere (preposizione, mezzaluna verde).”

Il sole rosso rotolava attraverso il cielo e faceva vivere tutti, ma solo in certi periodi (verbo, cerchio rosso).

Il sole però non era sempre solo nel cielo: talvolta arrivava la piccola luna che aumentava la luminosità del sole. Allora, improvvisamente, si poteva vedere anche quale aspetto avesse il sole, dove stesse in quel momento, o quando sarebbe nuovamente andato via (avverbio, cerchio più piccolo arancione).

Ogni cosa era organizzata nel modo migliore nel paese del principe. Nessuno lì lavorava da solo: si riunivano per parlarsi. Tutte le città erano collegate da linee ferroviarie. In questo modo ci si poteva riunire velocemente: bastava sedersi in treno (congiunzione, una barretta rosa).

In questo bel paese non sempre tutto era tranquillo. Talvolta la gente esclamava a voce molto alta sillabe o parole, quando era contenta o triste, come: ehi, oh, oppure ahimè (interiezione, punto esclamativo dorato).

Credo che questa sia una storia bellissima per raccontare al bambino le parti del discorso. Profuma di magia..



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