La Rivoluzione di Giocare Fuori in Autunno e Inverno

Spesso sentiamo dire: “Copriti che ti ammali!”, “Non uscire che fa freddo!”, “Oggi niente parco, dobbiamo stare in casa!” ed è così che i parchi giochi e gli spazi all’ aperto pian piano si svuotano e diventano veri e propri deserti invernali.
Esistono però vari motivi che ci spingono a pensare che giocare a fuori faccia bene anche in autunno ed in inverno. Ho trovato un’interessante riflessione di una pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri: quest’ultima verteva sul fatto che i bambini che giocano all’aria aperta anche nelle stagioni più fredde, guadagnano sia dal punto di vista della salute che dal punto di vista di sviluppo psicofisico.

Leggi anche – Giocare Fuori Fa Bene: l’importanza e i benefici del gioco all’aperto tutto l’anno

GIOCARE FUORI FA BENE ALLA SALUTE!

Giocare all’aria aperta è utile perché c’è una esposizione alla luce solare, che avviene in maniera del tutto naturale ed è utilissima per fissare la vitamina D, molto importante per varie funzioni tra cui il metabolismo del calcio e la prevenzione delle infezioni.
Inoltre, tranne che per il virus dell’influenza, molti virus fanno fatica a moltiplicarsi durante il periodo invernale perché l’ambiente freddo riduce loro la possibilità di moltiplicarsi.
Muoversi all’aperto è uno strumento per prevenire e ridurre i rischi di sovrappeso e obesità, perché le attività all’aperto permettono appunto il movimento naturale del corpo che è spontaneamente in continuo movimento.

In casa il bambino d’inverno si muove sicuramente nel suo spazio, che però è ridotto rispetto ad un parco giochi e mette in atto movimenti gran lunga meno significativi, a livello di motricità globale, rispetto a quelli che può mettere in atto all’aperto.
Spesso ci si impigrisce davanti alla televisione.
Invece il mondo è molto più di una televisione: la nostra Madre Terra ci regala suggestioni di vita vera, dove vengono trasmesse immagine reali e vissute.

Consigli di Lettura:

 

giocare fuori fa bene

RIPASSO SULL’IMPORTANZA DEL MOVIMENTO: COSA DICONO LE NEUROSCIENZE

Come vi avevo accennato nel precedente articolo, giocare all’aperto il posto ideale dove fare movimento. E il movimento è fondamentale per i bambini per le loro differenti fasi di sviluppo.

I più recenti studi sui due emisferi cerebrali hanno mostrato la presenza dei neuroni a specchio che hanno una funzione fondamentale nella crescita e nello sviluppo dei diversi sistemi del corpo umano.
Un bambino appena nato, osservando l’adulto inizia a mettere in atto gli schemi mentali necessari per compiere un determinato movimento che poi produrrà un insieme di azioni finalizzate come per esempio il camminare.

La vita è caratterizzata dall’osservazione e dall’imitazione dell’altro che è sempre un essere in movimento.

Il bisogno innato di muoversi dei bambini ha ripercussioni positive sul loro progresso di apprendimento. Attraverso il movimento e l’utilizzo dei differenti canali sensoriali, le informazioni, le attività, i processi si fissano nella memoria e velocizzano la capacità di rendere le conoscenze veri e propri automatismi.
Attraverso il movimento viene attivato anche il sistema di ricompensa cerebrale: gli ormoni messi in circolazione migliorano il nostro umore, rendendoci così maggiormente disponibili al fare, al pensare e allo stare in relazione con l’altro.

L’apprendimento attraverso il movimento diviene così un approccio globale, che attiva più sensi e che ha molteplici ricadute positive.

Tutti questi aspetti delineano la necessità di prevedere nei differenti contesti di vita, anche non puramente scolastici, di dare spazio a delle attività strutturate e non caratterizzate dalla consapevolezza della corporeità, dalla capacità di percepirsi come esseri in movimento e dalla necessità di apprendere attraverso prassi motorie. Il corpo è lo strumento con cui ci interfacciamo con il mondo e la vita è caratterizzata da movimento e perciò ogni azione, ogni attività e ogni momento deve essere letto, osservato e pensato come uno stare qui ed ora e come un fare attraverso il corpo e il movimento.

 

giocare fuori fa bene

GIOCARE FUORI FA BENE ALLO SVILUPPO PSICOFISICO 

Dal punto di vista psicofisico, i bambini possono trovare numerosi benefici giocando all’aperto:

  1. Viene stimolata la loro immaginazione attraverso la natura
  2. Si possono raccogliere delle foglie e giocare con la neve
  3. Approfittare del passaggio delle stagioni e della loro naturale e successione per fare tantissime attività tematiche.
  4. All’ aperto si può giocare aiutando i bambini a riconoscere le stagioni le loro caratteristiche e studiare con loro, come la natura evolve in base al succedersi delle stagioni stesse.

Le foglie cadono dagli alberi dopo essere diventate rosse, arancioni, marroni oppure gialle: gli alberi rimangono spogli e si riempiono di candida morbida neve, per poi far spuntare i primi germogli in primavera e godere dei frutti degli alberi ci regalano durante il mese estivo.
Solo attraverso il ciclo di vita annuale di un albero, i bambini possono scoprire come la natura si evolve e ripercorre senza sosta quel lento e inesorabile movimento, che è la vita.

Il Libro ALBERO di Britta Teckentrup é un bellissimo e utilissimo strumento che permette a noi genitori di raccontare ai piccoli l’evolversi delle stagioni e potrebbe essere un punto di partenza per poi trovare riscontro diretto fuori al parco con i bimbi!

Inoltre giocare all’aria aperta è sinonimo di divertimento, infatti i bambini si rilassano moltissimo attraverso anche solo l’osservazione del prato verde che, come è risaputo, è un colore che aiuta il nostro cervello ad attivare segnali di relax.

Durante i giochi all’aria aperta i bambini si divertono probabilmente di più rispetto che a giocare al chiuso, perché hanno più stimoli veri e reali e vivono la loro corporeità in un modo più primitivo, a tratti genuino e semplice.

Pensate a un bambino che è ammalato e non può uscire da casa magari per una o due settimane: questa sensazione è davvero brutta per i bambini, che hanno bisogno naturalmente di stare all’aperto.
E ora pensate anche a noi grandi che soffriamo nello stare chiusi in casa per magari più di 2 giorni.
Per i bambini vale lo stesso discorso, ed è fondamentale stare all’aperto, fare delle attività che possano stimolarli nella produzione di quelle endorfine che vengono messe in circolo quando ci si emoziona.

Inoltre fare all’aperto permette di attivare la creatività, perché il bambino ha a disposizione pochi strumenti che la natura gli offre e pochi giochi strutturati, quindi deve in maniera straordinaria, attivare tutte le sue strategie e lavorare sulla fantasia per pensare a dei veri e giochi non strutturati a priori.

 

giocare fuori fa bene

Un bambino che abituato a giocare in casa con giochi strutturati di plastica o anche di altri materiali ha già una impostazione di lavoro.
Ultimamente sono sempre più le persone che si interessano alla qualità dei materiali e scelgono giochi in legno, meno strutturati possibile, sia per fare acquisti realmente sostenibili, che per regalare strumenti adatti ai bambini.
Attraverso questi giochi destrutturati il bambino può usare tutta la sua fantasia e non essere condizionato da un oggetto che ha una funzione, ed è già strutturato con delle caratteristiche specifiche.
Pensate a cosa si può fare con un rametto un legnetto, con una foglia oppure dei sassolini, una manciata di nocciole e qualche castagna matta.
Ci sono infinite combinazioni e se date lo stesso materiale a differenti bambini, ognuno di loro probabilmente creerà un’attività diversa.

Giocare fuori è fondamentale anche per un motivo essenziale che è la socialità all’esterno dell’ambiente familiare.

Questo è sicuramente un aspetto che i nostri bambini vivono probabilmente già all’asilo nido o alla scuola materna o alle elementari: in realtà strutturate e di apprendimento.
Ma la socialità attraverso il gioco attivo in natura è decisamente diversa: pensate a quante strutture pubbliche o private stanno già attivando percorsi di educazione in natura o semplici laboratori, per poi passare a vere e proprie realtà come gli asili nel bosco di cui vi ho parlato il mese scorso.

Quindi perché non iniziamo ad affollare i parchetti anche durante l’autunno e l’inverno? Forza mamma e sono sicura che ci sono un sacco di persone che hanno voglia di fare questo cambiamento.
Facciamo davvero la rivoluzione del giocare fuori!



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