Cinque trucchi pratici per vivere green

Cinque trucchi pratici per vivere green

Mi piace pensare che noi esseri umani abbiamo la facoltà di poter cambiare il nostro stile di vita e renderlo migliore grazie a piccoli accorgimenti che se mettessimo tutti in pratica davvero ogni singolo giorno aiuterebbero non solo noi stessi e il nostro stretto nucleo familiare ma l’intero pianeta.

PERCHÉ’ SCEGLIERE UNO STILE DI VITA SOSTENIBILE

Penso che oltre a devastare come abbiamo fatto nel corso dell’ultimo secolo la nostra Terra, abbiamo anche le risorse necessarie per tornare a rispettarla ed essere grati a tutto ciò che la natura ci regala nonostante il nostro terribile menefreghismo. Non voglio passare per la moralista di turno, ma molto spesso mi capita di soffermarmi a pensare se davvero abbiamo bisogno di vedere illuminati i centri commerciali tutta notte anche quando sono vuoti e deserti, o se davvero sia utile che ogni singolo prodotto che acquistiamo sia confezionato in almeno due se non quattro strati di plastica, carta e cartoncino (certo magari ne guadagna il senso estetico, ma quanto spreco abbiamo una volta aperto il prodotto?).

Ho pensato di condividere con voi pochi e semplici consigli da attuare quotidianamente ma soprattutto da insegnare ai nostri figli a cui lasciamo in eredità questo mondo sperando che loro lo accudiscano molto meglio di quanto abbiamo fatto noi fin’ ora.

1. ALIMENTAZIONE

SCEGLI PRODOTTI BIOLOGICI E DI STAGIONE

cinque trucchi pratici per vivere green
Photo by Vince Lee on Unsplash

Domanda diretta: davvero a gennaio senti l’implacabile esigenza di mangiare una caprese o le bruschette con il pomodoro fresco? E davvero in pieno agosto ha una irrefrenabile voglia di carciofi e asparagi?

Parliamo di alimenti di stagione: scegliere di allineare il proprio stile alimentare con i prodotti freschi di stagione ormai non è un consiglio ma è diventato un vero e proprio “modus vivendi” e non lo seguono solo le persone che hanno imparato a volersi bene, ma è un’indicazione che viene largamente condivisa; peccato che ancora in troppi facciano finta di niente e non sappiano nemmeno quando sono di stagione determinati alimenti rispetto ad altri: basti andare in qualsiasi supermercato per vedere i banchi di frutta e verdura traboccanti di fragole (di importazione e fatte crescere in serra) a febbraio, prugne argentine a marzo e melanzane, peperoni in pieno inverno, così come cavolfiori e asparagi ad agosto.

Sono pienamente d’accordo con voi sul fatto che in tutti gli stili alimentari sia indicata la varietà degli alimenti, ma pagare uno sproposito della frutta o verdura fuori stagione prive del loro profumo e gusto naturale, magari di importazione e che quindi ha fatto viaggi lunghissimi per arrivare sul banco vendita del nostro supermercato, non ha grande senso, giusto?

Se non siete sicure della stagionalità degli alimenti, in rete ci sono tantissime tabelle – come in questo sito – che riportano mese per mese quali siano i frutti e le verdure nel pieno della loro maturazione e disponibilità, scaricatele sui vostri device e quando andate a fare la spesa consultatele per avere sempre la conferma. E’ questione di abitudine e allenamento, i primi tempi sarete ancora tentate dal pomodoro lucido e rosso in inverno ma poi vi passerà e saprete controllare l’impulso fino a luglio!

Lo stesso discorso vale per la scelta di alimenti biologici e possibilmente sfusi (Leggi anche: consigli utili per organizzare una dispensa green), questo perché i controlli sugli alimenti biologici sono davvero maggiori, non vengono utilizzate sostanze chimiche dannose sia per gli alimenti e anche per la salute umana, motivo a mio personale avviso sufficiente a voler acquistare solo questo tipo di prodotti.

SCEGLI PRODOTTI A KM 0 E NON DA ALLEVAMENTI INTENSIVI

cinque trucchi facili per vivere green
Fonte QUI

Uno degli aspetti più costosi e che provoca il maggio spreco nell’ industria alimentare sono gli allevamenti intensivi (di qualsiasi tipo di animale). vi suggerisco di cercare in rete “allevamenti intensivi spreco energia” e vi garantisco che resterete esterrefatte da quanto spreco di energie e risorse comporti un allevamento intensivo.

Consideriamo la produzione alimentare globale, stimando perdite, conversioni e sprechi in tutta la catena di fornitura.Il cibo destinato agli animali d’allevamento rappresenta il 37% del raccolto commestibile mondiale. Questo cibo ritorna all’ uomo sotto forma di alimenti come carne e derivati per una percentuale pari solo all’11% di tutto il raccolto commestibile annuo. Il restante 26% è il netto che si spreca nella conversione. Come potete facilmente vedere dallo schema, non esiste spreco maggiore all’ interno dell’intera catena.

(cit. QUI) e allora noi singoli individui cosa possiamo fare per contrastare tutto questo inutile spreco?

Semplice: consumare meno carne, prediligere le proteine verdi (biologiche) e se proprio non siamo capaci di rinunciare alla nostra fettina allora è consigliabile andare ad acquistarla da un macellaio vicino a casa, e chiedere la filiera di provenienza avendo anche il coraggio di dire no se la carne non è italiana e soprattutto se ha dovuto affrontare un lungo viaggio per arrivare in quel negozio, (io sono vegetariana per cui il problema carne non mi si pone, ma se dovessi acquistarla perché dovrei scegliere della carne inglese, francese o tedesca quando in Piemonte ci sono allevamenti di bovini biologici che non comportano viaggi lunghi per giungere sul banco del mio ipotetico macellaio?!).

Leggi anche: Meat Free Monday; Repubblica; Slow Food

2.  SCEGLI RETI DI ACQUISTO COMUNI: GAS E ALVEARI

I GAS (gruppi di acquisto solidale) esistono da tantissimi anni e sono una bellissima forma di aggregazione per tutti coloro che sono accomunati dalla voglia di consumare in maniera responsabile: permettono di fare acquisti di gruppo di più prodotti abbattendo i costi delle singole confezioni. E’ come se si acquistasse all’ ingrosso per cui il costo finale del singolo prodotto sarà inferiore a quello dello stesso che si può trovare sullo scaffale di un negozio perché il fatto di garantire al produttore una vendita maggiore aiuta ad avere uno sconto sul singolo prodotto venduto per cui chi acquista pagherà meno quel pacco di pasta o riso a fronte di un tot di kg di acquisto; (esempio pratico: se in negozio 1 kg di riso carnaroli costa 3,50 acquistando 10 kg dello stesso riso direttamente dal produttore si potrà avere uno sconto, il cui importo sarà deciso dal produttore o di comune accordo con i membri del GAS, che permetterà di pagare molto meno quel singolo kg di riso); i GAS sono zonali e solitamente sono formati da un gruppo di persone che abitano vicine e una di queste si fa carico della ricezione dei prodotti che poi verranno suddivisi in base agli ordini agli altri membri del gruppo.

Gli ordini dei GAS avvengono attraverso dei listini a loro riservati da parte dei produttori prescelti che possono arrivare da tutta la nostra penisola, per cui la comodità è quella di racchiudere in un solo ordine più prodotti di una sola azienda agricola magari delle Marche o della Sicilia abbattendo i costi anche di trasporto del singolo prodotto.

Gli ALVEARI sono una rete di vendita leggermente diversa rispetto ai GAS; l’alveare esiste fisicamente come luogo in gli acquirenti si recano a ritirare i prodotti che hanno ordinato; gli alveari hanno come obiettivo quello di mettere direttamente in contatto i produttori con i consumatori grazie alla mediazione dei responsabili degli alveari stessi.

Normalmente funzionano così: chi crea l’alveare e ne diventa il referente sceglie anche personalmente i propri produttori/fornitori in base alle categorie merceologiche, sceglie un luogo in cui effettuare le vendite che verranno poi fatte sempre nello stesso giorno e orario; durante quell’ appuntamento settimanale i produttori portano i prodotti che i clienti hanno ordinato nel corso della settimana precedente e che hanno già saldato tramite la piattaforma online dell’alveare, di cui una percentuale viene riconosciuta al referente dell’alveare.

Il punto di forza dell’alveare è che in questo modo gli acquirenti possono conoscere di persona i produttori da cui hanno acquistato e questo perché normalmente la scelta dei referenti degli alveari è quella di cercare dei fornitori il più vicino possibile (quindi a KM 0) dal luogo prescelto per il ritiro delle merci. Questa vicinanza permette anche di fidelizzare i clienti ai fornitori, di poter avere la garanzia della freschezza dei prodotti come frutta e verdura e di poter acquistare anche pochi pezzi per volta (esempio anche solo sei due uova fresche, o una cassetta mista di frutta e verdura appena raccolte, o una sola pagnotta).

3.  IN CASA E IN UFFICIO

cinque trucchi pratici per vivere green
credit photo

Poche e semplici mosse che sembrano banali e scontate ma che spesso nella fretta di tutti i giorni ci dimentichiamo di mettere in pratica:

1. RICICLATE: spesso se acquistate frutta e verdura al supermercato questa è confezionata in vaschette di plastica a loro volta avvolte da pellicola, queste vaschette possono essere riportate al supermercato e riposte in un apposito contenitore così da essere riutilizzate in futuro. Un semplice gesto che aiuta tutti.
La stessa cosa vale per le bottiglie di plastica di bibite, acqua e succhi: cercate ri riutilizzarle per diversi scopi (le bottigliette di acqua possono diventare dei giochi per bambini piccoli ad esempio), e quando le buttate schiacciatele bene così che occupino meno posto nel sacco della raccolta differenziata!

I tappi di plastica molto spesso vengono raccolti da associazioni benefiche, informatevi se avete qualche punto di raccolta vicino a voi o alle scuole dei vostri figli/nipoti e di tanto in tanto quando ne avete una scorta affidateli a loro.
Quando aprite le confezioni dei prodotti fate attenzione a dove buttare i diversi strati di involucro, su ognuno o sul principale c’è scritto in quali contenitori della raccolta differenziata buttare tutto.

2. ENERGIA: spegnete tutto quello che realmente non serve! Quante volte vi capita di andare a letto alla sera e spegnere la televisione o il decoder solo con il pulsante del telecomando e resta la lucina dello stand by accesa? Fate attenzione e ricordatevi di spegnere direttamente la televisione o la radio o qualsiasi altro elettrodomestico che non utilizzate; vale anche per le spine inserite che non servono. Esistono anche le ciabatte multi presa con l’interruttore che vi permettono di inserire tante spine diverse e con un solo click interrompere simultaneamente la corrente per tutte.
Ricordatevi di far partire lavastoviglie e lavatrice negli orari serali (compatibilmente con il carico e con il vostro piano tariffario dell’energia elettrica), sono quelli in cui normalmente costa meno il consumo di questi grandi elettrodomestici e utilizzate i programmi “ECO”, comodi e che permettono davvero un ottimo risparmio energetico.

3. DETERSIVI: prediligete le “ricariche” come ad esempio i flaconi di detersivi che potete ricaricare direttamente nei negozi che propongono lo sfuso; acquisterete una volta sola il contenitore e di volta in volta potrete riempirlo con lo stesso prodotto. Cercate di prediligere detersivi e detergenti naturali, contengono ingredienti naturali, poca profumazione e inquinano molto ma molto meno rispetto a quelli delle grandi multinazionali. E poi a volte acqua e aceto fanno davvero miracoli molto più che mille detergenti dai profumi esotici e persistenti.

4. IN UFFICIO se potete portatevi il pranzo in comodi contenitori a chiusura ermetica e invece che acquistare mille bottigliette di plastica alle macchinette usate un thermos da riempire al bisogno! Ne guadagnerete voi in salute perché saprete sempre cosa mangiate a pranzo, lo avrete preparato voi per tempo magari il giorno prima e non dovrete buttare un sacco di plastica inutile come bottigliette e lattine!

4  ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI

Nel corso degli ultimi anni ho fatto una marea di traslochi, forse anche troppi, ma sono stati tutti funzionali a del sano decluttering: ho potuto smaltire tante cose che non mi servivano più, tanti vestiti che ormai erano passati di taglia, soprattutto dopo la gravidanza, o anche molti di cui non ricordavo più nemmeno l’esistenza! Come ho fatto? Ho diviso per categorie di abbigliamento e ho selezionato dei capi che avrebbero potuto essere rivenduti, alcuni che necessariamente erano da smaltire e altri che ho impacchettato e ho dato a delle associazioni benefiche; in egual modo ho fatto per scarpe e borse.

Ho scoperto che ci sono diversi siti come DEPOP che permettono di vendere i propri vestiti, libri, scarpe etc, esiste anche la versione per quello che riguarda tutti i capi dei bambini: L’Armadio Verde, davvero molto utile, oltre ai classici siti come Subito.it
Non serve tenere per forza milioni di scatoloni in box o in cantina con il rischio che i capi si rovinino a causa dell’umidità, è possibile dare una nuova vita a tante cose grazie a questi siti o anche a gruppi facebook magari della propria zona in cui ci si scambia o si compra/vende a prezzi vantaggiosi! Questa modalità mi ha permesso di acquistare moltissime cose anche per Tommy, come ad esempio il nostro trio della Stokke, oppure moltissimi vestitini da altre mamme della mia zona che avevano scatoloni pieni di body o magliette ancora cartellinate e che semplicemente non avevano fatto in tempo a mettere ai propri figli!

Se parliamo di libri il mio unico consiglio è: regalateli alla biblioteca del vostro paese o quartiere! Io ho sempre letto tantissimo e ho sempre avuto la tessera della mia biblioteca così da poter noleggiare un libro invece che acquistarlo leggerlo e poi tenerlo a prendere polvere sullo scaffale; mi piace la carta stampata, ma sono pochissimi i libri che ho volontariamente acquistato dopo averli noleggiati in biblioteca! Ancora oggi quando capita di “fare pulizie” a casa dei miei di tutti i libri della mia adolescenza riempio scatoloni e li porto nella biblioteca del mio piccolo paese, non vi dico come sono felici ogni volta che scarico 40-60 libri alla volta!

5. MUOVERSI E VIAGGIARE

Purtroppo per quanto riguarda gli spostamenti ammetto di utilizzare sempre e solo l’automobile; ero molto più green quando vivevo alle porte di Milano e avevo la fortuna di avere la fermata della metropolitana a 50 mt da casa e quindi utilizzavo solo ed esclusivamente i mezzi pubblici per raggiungere qualsiasi punto della città, sia di giorno che di sera e per il resto andavo a piedi; da quando vivo in un paesino in alta Brianza, i mezzi pubblici sono un’utopia: anche solo per prendere il treno che è nel paese limitrofo devo raggiungere la stazione in auto, parcheggiare e andare al binario; il pullmino c’è ma solo in pochissimi momenti della giornata e al 99% non coincidono con le mie esigenze; anche per la spesa sono costretta a usare l’auto tranne quando mi accorgo che ho bisogno di pochissime cose e quindi possono andare nel paese sotto al nostro dove c’è un minimarket e cammino volentieri, certo non è fattibile quando diluvia o quando tira un vento pazzesco soprattutto se sono in giro con il bimbo; d’altro canto ho la fortuna di poter camminare nei boschi a due passi due da casa e nel bellissimo parco del Curone a solo 3 km da casa che faccio tranquillamente a piedi senza fatica; su questo punto se voi avete la possibilità di poter sfruttare i mezzi pubblici, per quanto possano a volte mettere alla prova la pazienza fatelo lo stesso.

Spero che questo mio post possa in qualche modo essere utile anche a voi a fare il punto sulla situazione, mi sono accorta che molto spesso diamo per scontati tantissimi aspetti nella nostra quotidianità che pensiamo siano davvero inutili e che invece se venissero considerati maggiormente ci farebbero accorgere di quanto possiamo anche noi nel nostro piccolo fare per migliorare il nostro stile di vita, e soprattutto rendere consapevoli i nostri bimbi sin da piccoli a capire come evitare inutili sprechi!

Enjoy the green side of life!



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